Ragione mangia sentimento. Nessuno spazio per i miracoli nella notte dello Juventus Stadium, dove il Bayern Monaco (foto by InfoPhoto) vince con il medesimo risultato dell’andata, 2-0 (Mandzukic e Pizarro), mostrando la stessa superiorità tecnica e psicologica contro una Juventus orgogliosa e meno spaventata che in Baviera, ma apparsa ancora impreparata a misurarsi con l’aristocrazia europea. In semifinale, i tedeschi faranno compagnia a Real Madrid, Borussia Dortmund e Barcellona.

La bolgia di casa dà la giusta carica alla squadra di Conte, che entra in campo con tutt’altro piglio rispetto alla gara d’andata, con un Vucinic in più e, quel che più conta, senza la mannaia di un gol preso dopo venti secondi. Certo, di fronte c’è pur sempre il Bayern Monaco, che resiste con calma olimpica alla buona partenza dei bianconeri e, quando può, colpisce con la sua manovra avvolgente, che si dipana lungo tutta l’ampiezza del rettangolo di gioco con la placida implacabilità delle spire di un pitone. Ribery e Robben si dividono spesso la stessa fascia di campo e da una delle loro sovrapposizioni nasce il primo pericolo per la porta di Buffon, salvato dalla provvidenziale diagonale di Padoin su Mandzukic imbeccato nell’area piccola dal francese. La replica della Juve è affidata a Pirlo, che spaventa Neuer su calcio piazzato: bravo il portiere tedesco ad alzare sulla traversa il missile del regista bresciano, per il resto in grande difficoltà come all’Allianz Arena. L’equilibrio prosegue per tutto il primo tempo, che si chiude con un lampo per parte: Buffon risponde alla sberla di Alaba in maniera molto più efficace che all’andata, mentre dall’altra parte è Bonucci a mettere i brividi a Neuer con una deviazione in acrobazia che si spegne fuori di poco.

Meno da raccontare nella ripresa, se non altro perché è di fatto durata un quarto d’ora o poco più. Vero, i bianconeri partono bene e dopo 3’ Quagliarella, invisibile fino a quel momento, prova la giocata che gli era riuscita contro l’Inter: la conclusione è forte, tagliata, ma la palla sbatte contro il palo esterno. Tuttavia, il Bayern ci mette poco a metter chiarezza. Prima è Robben a sfiorare il vantaggio, con un magnifico sinistro che incoccia sul palo di Buffon, al termine di una magistrale ripartenza condotta da Ribery e rifinita dall’eccellente Mandzukic. Poi ci pensa lo stesso gigante croato a schienare la Juve: punizione di Schweinsteiger, deviazione di Martinez, Buffon si supera ma nulla può sulla comoda inzuccata a porta vuota dell’ex Wolfsburg. L’1-0 prosciuga la squadra di Conte delle (scarse) energie fisiche e mentali residue – ora ci vorrebbero quattro reti per sbattere fuori i campioni di Germania- e l’ultima mezz’ora scorre via tra un tentativo e l’altro del Bayern di raddoppiare. Muller e Robben ne sbagliano un paio a testa, così nel recupero ci pensa l’eterno Claudio Pizarro a mettere il punto esclamativo su una sfida che, considerando anche il match di andata, non è mai davvero iniziata.