Sono un appassionato di scommesse e di Juventus. Chi mi segue da anni sul web lo sa bene. Tanta ansia pre partita, un giro sui portali dei veterani del betting e poi a 10 minuti dall’inizio di Juve-Bayern corsa in cassa per giocarmi la singola… 20 euro sui tedeschi. Non sono nuovo a queste manovrine per gioire in un modo o nell’altro. E come spesso accade la linea guida che mi ha portato alla classica bolletta con giocata singola è stato uno dei miei siti mentori, betbase.info. Segno 2 in forte ribasso e fiumi di giocate su Robben e compagni. Controtendenze ok (un giorno vi spiegherò cosa sono) e via con la ricevuta in tasca prima di mettermi davanti alla tv. Alla fine, bisognava solo attendere 90 minuti. Ad aver avuto maggior finanze, sono sincero, non avrei esitato a mettere sul piatto maggior disponibilità economica. Così è la vita. Ci sono partite che sono segnate. E ieri nessuno in Europa credeva nella Juventus. Giustamente.

Incassate 50 euro ho seriamente riflettuto. Sono stato io troppo tifoso a credere nella forza della Juventus oppure qualcosa è andato storto? Risposta. Qualcosa è andato storto. Anzi di più. Lo dico con la lingua fuori dai denti. Non festeggerò nemmeno la vittoria dello scudetto. Perché la Juve quello lo vincerà. E non lo festeggerò per un semplice motivo. Perché è uno scudetto vinto in un campionato di un livello becero. E lo dimostra la prova in Champions della banda Conte. Che adesso quando parla davanti ai microfoni non sbraita più. Ammettere la forza dell’avversario fa onore. Non ammettere le proprie debolezze non fa onore. Io ne ho viste di Juventus. Tante. Da bambino quella del mito Platini, da adolescente quella che prendeva spesso sberle pur avendo Roby Baggio ma mi esaltava, quella di Lippi e delle due finali perse in Champions con Zidane, quella di Ancelotti fortissima contro le forti e con zero tituli, quella di Lippi 2 stratosferica, quella di Capello forte ma senza anima in Europa, quella della serie B , quella di Ranieri-Ferrara-Delneri ironica. E quella del rilancio di Conte. Che da ieri non mi piace più. Motivo? Senza orgoglio. Mai visto una Juventus senza orgoglio. Mai. Si perde. Si può perdere. Ma mai senza orgoglio. Una parola che non fa più parte della Juventus. Una parola che nella Juventus non è mai stata meno. Che rifletta bene il signore che davanti alla stampa fa il figo dicendo che lui può essere tifoso di Juve, Milan e Inter. Che rifletta bene lui che in campo l’orgoglio lo ha sempre messo. Chi ha mandato in campo una squadra senza orgoglio e senza anima? Chi ha spento l’entusiasmo per questa Juventus? Io inizio a farmi delle serie domande. Se sbaglierò le risposte lo vedremo. Ma molti che ieri sera hanno indossato la maglia della Juventus riflettano sulla parola orgoglio. Allenatore compreso…

p.s. : la foto che ho messo rispecchia il volto di chi ha creduto almeno nell’orgoglio (foto by infophoto)