Del Piero e Trezeguet, Tevez e Llorente la storia sembra ripetersi. Queste due coppie di attaccanti parrebbero somigliarsi molto, se non altro a livello fisico. Le due prime punte alte e possenti, mentre i loro compagni di reparto più minuti, ma con una classe impressionante.

Dopo più di due anni di prove, esperimenti, cambiamenti vari, acquisti e cessioni, Conte pare avere scelto come riferimento offensivo la coppia composta dal gigante di Pamplona e dall’Apache. I tifosi juventini, la squadra, l’allenatore e tutto l’ambiente bianconero si augurano che i due possano ripetere le grandi vittorie che il francese e l’ex capitano hanno regalato. Come sta dimostrando dall’inizio della stagione, Tevez è una garanzia di rendimento, reti e qualità. Il nuovo numero dieci, ereditato proprio dall’immenso Alex Del Piero, pare potersi meritare questa prestigiosa maglia. Canta e porta la croce. Sono già sette le marcature dell’argentino, tutte in campionato. L’attaccante dispensa giocate di classe, dribbling eseguiti con una rapidità di gambe disarmante e conclusioni improvvise, secche e velenose. A tutto ciò aggiunge uno spirito di sacrificio incredibile: lotta, combatte su ogni pallone e insegue gli avversari. E’ talmente generoso che a volte Conte lo richiama a non spingersi così indietro in fase di non possesso palla. Appena sbarcato in Italia Llorente non ha avuto vita facile. Giunto da un anno ai margini dell’Athletich Bilbao per la questione relativa alla ormai nota disputa contrattuale con il club basco, il Re Leone ha faticato e non poco. Lo staff di Conte l’ha spremuto sia a livello fisico che mentale. Il ragazzo non si scorderà facilmente il caldo luglio di Chatillion passato in ritiro a correre e sudare come non mai. L’inizio non è stato certamente agevole. Lo spagnolo non riusciva a trovare la condizione fisica, ad adattarsi al nostro calcio e agli schemi del tecnico salentino. Quest’ultimo, però, ha avuto la pazienza di aspettarlo non dubitando mai delle sue qualità. Ora Llorente lo sta ripagando. Sono già sei le sue reti, due in Champions League e quattro in serie A. Lo spagnolo è cresciuto a vista d’occhio e, oltre a essere un fenomeno nel colpo di testa, ha dimostrato di avere un buon piede, una rapacità degna di Pippo Inzaghi o David Trezeguet (la rete al Livorno ricorda davvero quelle realizzate dal ex numero diciassette bianconero che tra l’altro aveva negli amaranto una delle sue prede preferite, ma anche quella contro l’Udinese) e soprattutto una grande intelligenza nel capire la giocata giusta per favorire il compagno. Non è statico e svaria su tutto il fronte offensivo.

In sostanza ora il paragone può apparire prematuro e anche abbastanza irriverente (Del Piero e Trezeguet hanno conquistato insieme 4 scudetti di cui uno revocato e uno non assegnato, due Supercoppe italiane, un campionato di Serie B, sono giunti primo l’italiano e secondo il francese nella classifica marcatori di Serie A nel 2007/2008 e rimarranno per sempre nei cuori dei tifosi juventini), ma i presupposti per far gioire i supporter bianconeri ci sono tutti.

A cura di  Giovanni Battista Terenziani