Dodici anni, ma sembra ieri. Domenica 5 maggio 2002: ventiseiesimo scudetto della storia della Juventus. Data indimenticabile.

E’ l’ultima giornata della serie A 2001/2002. L’allora squadra di Lippi si presenta al Friuli per sfidare l’Udinese con 1 punto di svantaggio dalla capolista, l’Inter di Cuper, del Fenomeno Ronaldo e dell’ex bianconero Christian Vieri. I neroazzurri sono attesi all’Olimpico di Roma dove devono affrontare la Lazio che non ha più nulla da chiedere al campionato. Pare una formalità. Il popolo della Beneamata si trasferisce in massa nella capitale pronto a festeggiare un titolo che manca da troppo tempo.

A Udine la Juve parte fortissimo. Nel giro di un quarto d’ora i gol di Trezeguet e Del Piero sbrigano la pratica Udinese. A questo punto, altro non si attende se non le notizie che arrivano da Roma. Al 12’ Vieri porta in vantaggio l’Inter, ma poco dopo Poborsky pareggia. Non passano neanche 5 minuti e Di Biagio riporta in vantaggio i lombardi. Sembra il gol dello scudetto. Sugli spalti inizia la festa neroazzurra, ma dura poco. Allo scadere del primo tempo Gresko si inventa un improbabile retropassaggio verso Toldo sul quale si avventa ancora Poborsky che insacca il 2-2. I neroazzurri vanno completamente nel pallone e non riescono più a reagire. Nella ripresa la Lazio dilaga e vince 4-2 con i gol di Simeone e S. Inzaghi. Ronaldo viene sostituito e si accomoda distrutto in panchina. Resteranno famose le sue lacrime. Questa è l’ultima immagine del Fenomeno vestito di neroazzurro. Intanto a Udine è tripudio juventino. Quattro boati del pubblico fanno da eco ai 4 gol laziali. Lippi annuncia ai suoi giocatori, che probabilmente l’avevano intuito, l’andamento dell’altra gara. Al fischio finale la festa è al Friuli. A trionfare è la Vecchia Signora.

Da quella data per i bianconeri il 5 maggio non è più solo una poesia di Manzoni, ma una vera e propria ricorrenza che quest’anno può essere celebrata con un nuovo fantastico trionfo. Lunedì prossimo, 5 maggio, la Juve sfiderà l’Atalanta allo Stadium e al termine di questa gara potrebbe festeggiare l’aritmetica certezza del terzo storico scudetto consecutivo. Ironia della sorte proprio contro una squadra neroazzurra. Antonio Conte,  il tecnico che sta scrivendo pagine indimenticabili della storia bianconera, era in campo quel 5 maggio 2002. Oggi, dalla panchina, guida la squadra verso la trionfale vittoria.

Qualora la Roma non dovesse vincere la sfida del Massimino contro il Catania domenica prossima, la gara della Juve di lunedì 5 maggio sarebbe pura formalità in quanto i bianconeri avrebbero già aritmeticamente conquistato il titolo. Si vivrebbe quindi solo una immensa festa tricolore. Se invece la Roma avrà la meglio sui siciliani, la Vecchia Signora dovrà conquistare tre punti contro i bergamaschi per avere la matematica certezza di laurearsi Campione d’Italia. A quel punto le celebrazioni partirebbero solo al termine della gara.

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