«Andrea, pensaci tu», così disse Claudio Gentile al suo pupillo prima di una finale Under 21 con la Francia a Taranto. E lui, Andrea (di cognome Pirlo), battè la punizione vincente, facendoci per la prima volta spernacchiare lo spocchioso Domenech.

Da allora ben 35 volte la rete si è gonfiata e il centrocampista che il mondo ci invidia si è specializzato nei calci piazzati in campionato.

La magia all’Atalanta non è che la numero 20 in Serie A, dove il nostro è andato a segno 49 volte in totale. Non solo, il regista della Nazionale, nonché uno dei pochi italiani rimasti in lizza fino all‘ultima scrematura del Pallone d’Oro, ha segnato anche 6 punizioni in azzurro, 1 con l’Olimpica, 4 con la Under 21, per finire con altri 4 centri nel Milan in Champions League.

Statistiche complete sulle punizioni realizzate nella massima serie non ne sono mai state fatte: difficile calcolare quante ne hanno segnate i vari Corso, Maradona, Zico, Platini, Antognoni, Roberto Carlos e Del Piero, mentre Paolo Tomaselli, sul Corriere della Sera, nel 2007, ha calcolato che in quegli ultimi 20 anni il cecchino era Mihajlovic, con 28.

Primatista assoluto o no, Pirlo, allievo di Baggio nel Brescia di Mazzone conferma una volta di più che l’arma della punizione è sempre letale e decisiva. Lunga vita al nostro regista. E al suo piede da Oscar.

Foto: Infophoto.