Prosegue positivamente il percorso della Juventus in Champions League, ora seconda a 8 punti nel Gruppo D, scavalcata di un punto in classifica dal Manchester City, a bottino pieno a Siviglia, ma con la consapevolezza di poter raggiungere la qualificazione giocandosela ad armi pari con gli inglesi, a cominciare dallo scontro diretto a Torino il 25 novembre.

Quasi indecifrabile lo stato d’animo di Massimiliano Allegri nell’intervista del post-partita col Borussia Mönchengladbach, a metà strada tra la contentezza per aver disputato un ottimo match al Borussia Park e il rammarico di un’espulsione oggettivamente ingiusta e tuttavia ingenua: “L’espulsione di Hernanes? Prima di parlare dei singoli, vorrei parlare della squadra – anticipa Allegri, quasi a voler evitare la questione, visibilmente seccato però per una decisione arbitrale a dir poco discutibile – la sensazione, prima che rimanessimo in dieci, era che potessimo vincerla questa partita. Abbiamo iniziato meglio poi abbiamo concesso dieci minuti e abbiamo subito il gol: l’espulsione ci ha penalizzato e alla fine ci è andata anche bene perché abbiamo rischiato di capitolare. Abbiamo 8 punti, mancano due partite difficili ma all’inizio del girone avrei messo la firma per essere in questa situazione di classifica“.

Il tecnico livornese puntualizza poi la parabola evolutiva della sua Juve dallo stentatissimo inizio di stagione: “Non credo che questi ragazzi non siano più motivati, siamo una squadra giovane, oggi avevamo degli under 23 con poche presenze in Champions. Siamo partiti forte, aggredendoli subito, poi abbiamo perso un po’ di palle pericolose a centrocampo. In questa fase, mancando un po’ di risultati è normale che ci sia un po’ di apprensione: ci sono momenti in cui gli avversari ti pressano, ma non devi perdere palla, anche a costo di giocare male“.

In conclusione Allegri sottolinea anche la fase di crescita di Pogba: “Paul sta crescendo. All’inizio ha perso qualche pallone di troppo, ma ha fatto una partita importante. Però deve ancora migliorare, capire i momenti della partita: quando non si ha lo spazio per dribblare bisogna cambiare modo di giocare“.