La vittoria per 2-0 nel derby d’Italia, seppur maturata grazie a un assist involontario (di D’Ambrosio) e un rigore non limpidissimo (su Morata, poi implacabile dal dischetto), chiara, inappellabile, netta, fotografa l’attuale situazione di due club che sono riusciti, nel bene e nel male, a ribaltare totalmente le loro tendenze. La Juventus, dopo una fase critica d’inizio stagione, procede la sua marcia trionfale verso il quinto scudetto consecutivo (il secondo dell’era Allegri), l’Inter dopo un buon avvio stagionale, sta rapidamente mostrando tutti i suoi limiti d’immaturità.

Nel dopo partita dello Stadium tra Juve e Inter proprio il tecnico livornese ai microfoni di Premium Sport fa un recap sugli obiettivi (e le ambizioni) stagionali e, soprattutto, sulla mentalità di base che deve condurre a tali mete: “I ragazzi hanno fatto bene soprattutto nel primo tempo. Venivamo dalla gara di Champions che ci ha creato delle difficoltà e dove abbiamo speso molte energie. Dovevamo far girare di più la palla ma l’importante erano i tre punti e devo fare i complimenti alla squadra. Abbiamo battuto una squadra tosta come l’Inter che lotterà fino alla fine per il terzo posto. Non dobbiamo mollare niente, a partire dalla gara di mercoledì a Milano (sempre con l’Inter, ndr): vogliamo andare in finale di Coppa Italia“.

In questo quadro che ritrae due squadre dal percorso esattamente contrapposto, Massimiliano Allegri sostiene che c’è stato un punto di svolta preciso che ha invertito la tendenza dell’andamento bianconero in campionato: “La svolta della stagione? Mi sono accorto che la stagione poteva cambiare dopo la gara di andata contro l’Inter dove pareggiamo contro i nerazzurri che in quel momento andavano a mille“.

Insolitamente sbilanciato su questioni arbitrali, Allegri dice la sua sul rigore provocato da Miranda su Alvaro Morata, sulla cui assegnazione il direttore di gara Rocchi non ha avuto nessuna esitazione: “Non ho mai parlato degli arbitri, giudicate voi. Come noi guardiamo i nostri video anche gli arbitri guarderanno i loro per capire dove hanno sbagliato. Rocchi ha arbitrato molto bene in un campo difficile e veloce“.

Poi, sull’ennesimo caso di “metamorfosi” da parte di alcuni giocatori nel passaggio da un club all’altro, da una realtà all’altra, come avvenuto per Hernanes, un giocatore che all’Inter non ha mai convinto e che invece in ambiente bianconero sta sfoderando signore prestazioni, Allegri si è espresso così: “La cura che ha trasformato Hernanes? Non faccio il dottore quindi non ho curato nessuno: è un giocatore che può giocare in mezzo, usa benissimo il destro e il sinistro e ha dei colpi geniali ma può ancora migliorare. Anche all’inizio della stagione ha fatto delle buone partite ma purtroppo quando i risultati non arrivano tutti fanno fatica“.

E ancora, inevitabilmente, interrogativi sul futuro, anche dopo la perentorietà di alcuni interventi del tecnico livornese in proposito: “Del mio futuro con Marotta ci parlo tutti i giorni, ho un ottimo rapporto con la società. Bisognerà decidere a fine stagione e poi dopo si vedrà. Io sto benissimo alla Juventus, è normale fare questo gioco sulla mia permanenza a Torino ma noi siamo concentrati su questa stagione dove siamo ancora in corsa su tre fronti“.