I numeri e le modalità dei successi della Juventus in campionato e nelle coppe (il fatto di aver rimontato allo Stadium i due gol del Bayern negli ottavi di Champions League è stata una grande dimostrazione di personalità) mostrano non solo il ritorno di un grande club a livello europeo ma fanno da cassa di risonanza su un piano internazionale radunando una serie di importanti consensi intorno a colui che è considerato l’artefice di questo nuovo corso bianconero in Italia e in Europa: Massimiliano Allegri.

Dopo una rimonta pazzesca in campionato ora la Juventus ha tre punti di vantaggio sul Napoli a 11 giornate dalla conclusione, si trova ad un passo dalla finale di Coppa Italia (dopo il 3-0 sull’Inter all’andata) ed è prontissima a giocarsela ad armi pari con i bavaresi in Champions. Dunque, ancora una volta, proprio come durante la scorsa stagione, troviamo una Juve “multitasking” in lizza su tre fronti. Cose che pesano tanto sul piano della considerazione a livello internazionale.

Ragion per cui lo stesso Allegri è costretto spesso a essere sibillino in conferenza stampa sul suo futuro. Perché le proposte, proprio dai fronti europei, stanno cominciando a fioccare. In primis erano state ventilate ipotesi inglesi laddove in Premier League, sia a Stamford Bridge che a Old Trafford, si avvertiva aria di cambiamento ma pare che Chelsea e Manchester United abbiano già trovato le soluzioni per quanto riguarda le proprie panchine e sembrano ormai sicuri i nomi dei sostituti rispettivamente di Hiddink e Van Gaal, ovvero Antonio Conte e José Mourinho.

Una delle ultime indiscrezioni proviene addirittura dalla Spagna e precisamente da Madrid dove sembra che l’esperimento Zidane al Real Madrid non abbia dato i suoi frutti e Florentino Perez stia seriamente pensando proprio ad Allegri per l’immediato dopo-Zizou. Per prevenire questa mossa però, foriera di un allettante proposta economica da parte della Casa Blanca, pare che – sempre secondo indiscrezioni – l’a.d. bianconero Marotta stia preparando un assai congruo rinnovo contrattuale che prevederebbe un prolungamento biennale (fino al 2018) a 4,7 milioni a stagione. Praticamente il doppio dello stipendio percepito attualmente dal tecnico livornese.