Se spesso nelle vicende riguardanti i finali di campionato Mr. Massimiliano Allegri parla di “mattoncini”, quello di Milan-Juventus la si può di buon grado considerare una pietra miliare che spiana di fatto la strada al quinto scudetto consecutivo dei bianconeri, il secondo della gestione Allegri. Un match spettacolare che la Juve, non senza fatica, è riuscita a far sua d’autorità, dando un’ulteriore prova di forza nei confronti delle avversarie il cui percorso di avvicinamento diventa adesso complicatissimo.

Il tecnico di Livorno però rimane, come al suo solito, coi piedi per terra, un po’ per scaramanzia, un po’ per quel sano pragmatismo e umiltà che i toscani hanno nel sangue e ai microfoni di Sport Mediaset dichiara serenamente che: “Non è ancora il momento di fare calcoli. Fino a che non ci sarà la scontro diretto tra Roma e Napoli non sapremo quale sarà la quota scudetto da raggiungere. Di sicuro, 76 punti non bastano per vincere il campionato. Abbiamo fatto un passo in avanti, c’è da fare i complimenti ai ragazzi e anche al Milan che ha fatto una grande partita, e si è trovato davanti un grande Buffon. Poi abbiamo gestito meglio la palla, e Buffon non ha più dovuto lavorare. Ma anche a Mihajlovic ho fatto i complimenti“.

E nonostante questo risultato, l’inguaribile perfezionismo di Allegri lo porta ad analizzare una prima parte di gara nella quale il Milan ha sicuramente avuto tante chance per complicare il match dei bianconeri: “Forse potevamo gestire più la palla – sottolinea Allegri – e fare il terzo gol per chiudere la gara. Ma a una squadra che su 22 partite ne vince 21 e pareggia quella che manca, qualcosa devi concedere. Abbiamo dieci giocatori nuovi, molti giovani, dobbiamo fare i complimenti ai vecchi che li hanno accolti e consigliati: oltre alle qualità tecniche che abbiamo, abbiamo anche doti umane. Anche se sul piano tecnico qualcosa si può ancora migliorare, come ad esempio il palleggio. I fischi dei tifosi del Milan? Normali, sono l’allenatore della Juventus, giusto che sostengano il loro di tecnico. Ma io al Milan sono rimasto in ottimi rapporti con tutti, a partire da Galliani“.