Oltre al match in sé contro il Palermo, stravinto per 4-0 (nonostante i limiti di un’avversaria che si è comunque battuta onorevolmente, considerando la nota e delicata situazione dei rosanero), e oltre alla vittoria in sé, uno degli elementi fondamentali che ha portato la Juventus ai tanti successi di questi anni è il far proprie le occasioni decisive, il non farsi sfuggire certe opportunità come quelle di aumentare la distanza in classifica tra sé e le proprie avversarie.

La sconfitta del Meazza da parte del Napoli contro un’Inter che si trova suo malgrado a far favori alla sua acerrima e storica rivale fa segnare un sontuoso +9 in classifica a 5 giornate dalla conclusione del campionato. Ma Allegri, da buon livornese, è uomo pragmatico e anche un po’ scaramantico, e sulla scorta di quanto sta accadendo al Barcellona, al quesito sul quinto scudetto consecutivo, risponde così: “Vero che abbiamo 9 punti di vantaggio e una buona differenza reti, ma per lo scudetto non è ancora chiusa. Dobbiamo ancora vincere due partite e pareggiarne una, poi potremo parlarne“.

Dopodiché, ai microfoni di Sport Mediaset, il tecnico bianconero si prende il tempo per analizzare con lucidità un match il cui risultato non ha detto completamente il vero, nel senso che per il Palermo 4 gol subiti sono stati forse una punizione un po’ troppo severa: “Paradossalmente oggi abbiamo subito delle situazioni da gol. Una volta passati in vantaggio abbiamo concesso due occasioni al Palermo e non possiamo concederci cali come questi. Non c’è margine di errore, siamo nella volata finale e quando le avversarie stanno per soccombere bisogna ucciderle“.

Nonostante le grandi giocate di un fuoriclasse come Pogba, che a un certo punto, sul finale, ha preso per mano la squadra, Allegri non risparmia qualche critica costruttiva al giocatore: “Che abbia qualità straordinarie e che sia decisivo lo sappiamo noi e lo sa benissimo anche lui, io ogni tanto lo riprendo perché abbassa la testa e si concede delle pause con errori. Poi è un effetto a catena… Sbaglia lui e sbagliano gli altri… Un giocatore come lui non deve permettersi momenti di calo“. Medesimo trattamento per Morata, bravissimo ma ingenuo nell’episodio del giallo che gli costerà la squalifica contro la Lazio: “Un cartellino regalato. Sono errori da non commettere, cartellini così non vanno presi“.