Prosegue la marcia di avvicinamento della Juventus al quinto titolo consecutivo (il secondo per Massimiliano Allegri) e, tenendo un andatura da rullo compressore, viene spazzata via anche la Lazio che allo Stadium oppone una resistenza per circa un tempo ma poi, complice anche l’espulsione di Patric per somma d’ammonizioni, è costretta a cedere il passo allo strapotere bianconero.

Allegri naturalmente si gode questa situazione felice e favorevole, lui pragmatico e perfezionista sempre, che si arrabbia anche quando la sua squadra sta vincendo per 3-0: “In questi momenti ogni minimo errore si può pagare a caro prezzo – sottolinea nel dopo-gara di Juventus-Lazio -. Col Palermo abbiamo rischiato di prendere gol, dopo il 2-0 di oggi c’era il rischio di abbassare la tensione e questo non deve succedere. Era una partita molto difficile perché la Lazio veniva da due vittorie consecutive e da 9 risultati utili di fila in trasferta: noi dovevamo vincere perché il Napoli le può vincere tutte, era una partita a rischio e i ragazzi l’hanno interpretata nel migliore dei modi. Dobbiamo capire – ha aggiunto il tecnico bianconero – quando è il momento di accelerare e quando gestire il gioco. A volte magari chiedo troppo ma chiedo quello che i ragazzi sanno fare. Dybala? Ha grande corsa e quantità, poi ha anche grandissima qualità, soprattutto giocando lontano dalla porta“.

E adesso si attende solo il verdetto dell’aritmetica, dopo una stagione nella quale la Juventus, a un’iniziale fase – diciamo pure – di assestamento, ha ripreso consapevolezza della propria forza e qualità: “A Firenze bisogna fare una grande partita, poi non butterei via l’ipotesi di festeggiare il tricolore davanti alla tv“. Prima lo scudetto, dunque e poi? “Come ho già detto, sarebbe importante proseguire con questo gruppo, e anche migliorarlo, per fare una grande stagione e una grande Champions, che un po’ quest’anno c’i andata di traverso. Dovremo migliorare l’occupazione degli spazi e non dare punti di riferimento. La squadra è migliorata abbastanza, anzi molto, perché ci sono qualità tecniche importanti, altrimenti sarebbe difficile giocare bene“.