Per la Juventus di scena al Bentegodi nella penultima giornata di campionato contro il Verona di Delneri, già condannato dall’aritmetica alla retrocessione, è la quinta sconfitta in campionato, dopo una striscia paurosa di vittorie e, soprattutto, dopo il quinto titolo consecutivo conquistato. Nel giorno dell’addio al pubblico di Verona e – praticamente – al calcio dell’ex Luca Toni, la Juve molla un po’ gli ormeggi ma Massimiliano Allegri non la prende affatto bene perché nonostante le assenze illustri degli squalificati Pogba, Mandzukic, Hernanes e Lichtsteiner e quelle degli infortunati Marchisio e Khedira, più tutte le attenuanti del caso, il tecnico bianconero lancia il suo j’accuse su un imperdonabile calo di tensione.

Questo è proprio quello che Allegri non tollera. Non tanto una sconfitta dopo la marcia trionfale e dopo lo scudetto già cucito sulle maglie, ma l’atteggiamento mentale non da Juventus. E allora ai microfoni nel dopo gara dichiara amareggiato: “Forse è stato meglio così. Così la smettiamo di festeggiare“. E poi, visibilmente arrabbiato: “Non ci poteva stare come atteggiamento. Sono mancate attenzione e concentrazione, come col Parma l’anno scorso, il Verona ha gli stessi colori…“.

La preoccupazione principale del tecnico livornese è che la squadra subisca un crollo di tensione quando ancora manca all’appello un obiettivo da centrare come la Coppa Italia, anche perché alla serata del 21 maggio all’Olimpico contro il Milan ci sono ancora diversi giorni d’attesa: “Ci sono stati molti errori tecnici, siamo stati un po’ scollegati. Ci tenevamo a finire nel migliore dei modi, ma è un passo falso che deve far crescere la squadra e alcuni ragazzi che forse hanno festeggiato un po’ troppo. Così rischiamo di giocare la finale di Coppa Italia in condizioni non ottimali. Del resto anche col Carpi avevamo concesso tanti tiri in porta rischiando di capitolare, stavolta è successo davvero. Diciamo che è una sconfitta salutare per sabato e per la finale col Milan“.