All’Atleti Azzurri d’Italia contro l’Atalanta, la Juventus si è subito ripresa dallo scossone subito in Coppa Italia con l’Inter (pur raggiungendo comunque la qualificazione per la finale con il Milan), e si è ripresa anche la testa solitaria della classifica visto che era stata raggiunta dal Napoli dopo la vittoria dei partenopei col Chievo, ma Massimiliano Allegri predica calma e umiltà, poiché mancano ancora 10 tappe per la volata scudetto, e analizza così la vittoria con i bergamaschi: “I ragazzi stanno facendo bene ma pur vincendo diciassette delle ultime 18 gare la seconda e la terza (Napoli e Roma, ndr) sono ancora vicine. Il campionato si deciderà all’ultima giornata con minimi distacchi. Bisognava gestire meglio la palla su un campo brutto. Nel primo tempo abbiamo avuto diverse occasioni, poi abbiamo rallentato, dando troppe palle all’Atalanta. Siamo andati bene per cinquanta minuti poi nel secondo abbiamo sbagliato: dobbiamo migliorare e giocare partite più tecniche. Il calo odierno è figlio di una cattiva gestione. L’Atalanta non pressava, e non si possono fare certi errori. Non serve fretta, altrimenti si fanno errori del genere. Bisogna leggere meglio le partite“.

Felicissimo comunque il tecnico bianconero perché il successo di Bergamo è figlio delle giocate di due insoliti protagonisti, Barzagli e Lemina: “Sono contento per loro – ha dichiarato apertamente Allegri. Andrea è spesso dietro a difendere, e questa soddisfazione se la meritava. Il ruolo di Lemina? Può fare la mezz’ala perché è bravo negli inserimenti e può giocare anche davanti alla difesa ma deve migliorare in quella zona nella lettura delle azioni“.

Poi, ovviamente, Allegri ne ha anche per Gigi Buffon che prosegue nel suo record di imbattibilità mantenendo la sua porta inviolata per 836 minuti. Un record secondo solo a quelli di Sebastiano Rossi (929) e Dino Zoff (903). “Non pensiamo a questo primato – chiarisce Allegri -, ma forse ci pensa lui visto la grande parata che ha fatto nel finale. I record non sono importanti, ci interessa arrivare in fondo un punto davanti agli altri“.

E, in conclusione, la risposta all’inevitabile interrogativo sul futuro del tecnico livornese, ormai un tormentone: “Sono in piena sintonia con la società, ho ancora un anno di contratto e non vedo motivi per affrettare i tempi. Non ci sono problemi, sono alla Juve, sono in un grande club e dobbiamo pensare a vincere a fine anno“.