Aveva parlato d’ “incoscienza” Max Allegri alla vigilia della semifinale d’andata di Coppa Italia Juventus-Inter ma visto gioco e risultato forse sarebbe più legittimo parlare di lucidità e consapevolezza della propria forza. Un 3-0 che lascia davvero poco spazio alle interpretazioni e che la Juventus è riuscita a mettere a segno anche con una certa facilità, se non si vuol proprio parlare di nonchalance.

Questo perché la squadra sta bene, gode di ottima salute e le vittorie chiamano vittorie, considerando il dato formidabile della lunghissima striscia di successi consecutivi ottenuti tra campionato e coppe. Anzi, tra Juventus e Inter, stando al percorso stagionale dei due club, si è verificata una sorprendente inversione di tendenza, con la Juventus che è tornata ad esercitare la propria supremazia sul calcio italico e l’Inter che comincia a mostrare preoccupanti crepe strutturali nella sua architettura di squadra.

Adesso Allegri si gode giustamente il momento propizio, nel quale è tornata a risplendere anche la buona stella di Alvaro Morata, risultata un po’ appannata negli ultimi tempi (lo spagnolo non segnava più dal match contro il Bologna del 4 ottobre scorso) : “In questo momento stiamo bene, i ragazzi hanno fatto una buona partita. Non era semplice: siamo stati bravi in fase difensiva, ma dobbiamo ancora migliorare in fase di costruzione. Direi che in questo momento i ci stiamo togliendo grandi soddisfazioni, ma abbiamo ancora molto da fare. Dobbiamo ancora conquistare la finale di Coppa Italia, nonostante il 3-0 e siamo secondi in campionato, non primi. Quando fai un filotto di vittorie ti viene da pensare a quanto fatto. Noi dobbiamo resettare e mettere un muro sul girone di andata, perché, sì, abbiamo ottenuto tante vittorie alla fine, ma abbiamo perso terreno all’inizio“.

Parole di felicità anche, per l’appunto, nei confronti di Morata, tornato a segnare dopo il lungo digiuno: “È molto importante per lui. Aveva giocato bene anche contro la Lazio e in campionato. Stasera ha disputato un’ottima gara: fisica, tecnica e condita da un gran secondo gol. Ma lui le qualità le ha sempre avute“.

Ma il tecnico livornese non è di certo uno che si accontenta, anche perché è consapevole che ciò che attende la Juventus al varco, sono sfide decisamente più complicate di quelle presentatesi in Coppa Italia, come ad esempio il Bayern Monaco in Champions League: “Non dobbiamo pensare a mantenere la forma, perché possiamo ancora crescere, soprattutto nella velocità e nella tecnica dei passaggi. Non so cosa penserà Guardiola, ma noi dobbiamo sempre arrivare tra le prime otto o almeno superare il girone. Sicuramente potevamo pescare meglio entrambi, ma col Bayern possiamo comunque giocarcela“.