Dopo l’importante vittoria della Juventus al suo esordio nella Champions League edizione 2015-2016 contro il Manchester City, tra l’altro in rimonta, tutti a dire che la Signora è finalmente tornata, ma la verità è che nonostante l’inizio shock di campionato con un pareggio e due sconfitte e, dunque, un solo punto raccolto, la Juventus non se n’è mai andata. Chi crede il contrario evidentemente non ha la più pallida idea di cosa sia e di quale e quanta potenza disponga l’organico juventino, anche al netto degli illustri infortunati.

La dimostrazione è proprio la partita dell’Etihad, una prova d’orgoglio e di carattere, un match nel quale la Juve ha mostrato e dimostrato ancora una volta di essere grande, e di saper tirare fuori gli attributi nei momenti che contano. E la gara di Champions vinta con il Manchester City può in questi termini rappresentare una svolta fondamentale per la stagione della Juventus. Una riacquisizione di consapevolezza della propria forza, confermata a livello europeo.

La serenità di Allegri e il suo proverbiale aplomb sono figli di questa consapevolezza, lui che non si è per nulla allarmato di questo inizio di campionato davvero poco felice: “Siamo stati bravi. Nel primo tempo abbiamo concesso poco e le uniche parate che ha fatto Buffon sono state su palle perse a metà campo, nel secondo tempo invece siamo stati bravi a non farci prendere dalla fretta dopo lo svantaggio, Gigi è stato straordinario in un paio di occasioni e poi abbiamo fatto gol noi. Ci vuole un po’ di pazienza – prosegue il tecnico bianconero -, questa squadra al completo la sto allenando da una settimana. In campionato sarà diverso perché ci sono meno spazi rispetto alle partite che giochiamo in Europa, ma credo che dopo quanto visto col Chievo e con il City, ci sono le basi per poter fare bene“.

Poi Allegri intervistato nel post-partita spiega l’importanza della Champions e l’importanza di vincere la partita in questo momento particolare: “La Champions è una competizione affascinante che dà stimoli a tutti. Questa vittoria è un’iniezione di fiducia e ci fa lavorare bene anche in vista del campionato, perché è una questione di testa: ai ragazzi ho detto che la tendenza la possiamo invertire solo noi. Quando ho deciso di schierare Cuadrado? Ho scelto ieri, nell’unico allenamento che ho potuto fare, credevo che tra le linee potevamo metterli in difficoltà: lui e Morata hanno fatto grande gara di sacrificio e bisogna essere bravi non solo quando attacchi“.