Alla fine aveva ragione lui, Massimiliano Allegri, che alla vigilia del ritorno di semifinale di Coppa Italia contro l’Inter aveva dichiarato di non fidarsi dei nerazzurri, perché al di là della sconfitta abbastanza netta in campionato (e, prima, durante il 3-0 dello Stadium in Coppa Italia), si attendeva una reazione da parte dell’Inter. Reazione che – complice la strigliata dei vertici nerazzurri Ausilio e Zanetti – è arrivata, e a momenti non rischia di far compiere un’impresa che avrebbe avuto del memorabile con l’Inter che rimonta i tre gol e viene eliminata soltanto dopo la lotteria dei rigori.

Contava arrivare alla finale” afferma Allegri, e così è stato, ma che paura però. Dopodiché, ai microfoni nel post gara ha affermato: “Non era semplice andare in finale col calendario che avevamo: il derby col Torino, la partita a Roma con la Lazio e poi le due con l’Inter. Ma per 70 minuti non abbiamo giocato: solo una volta preso il terzo gol abbiamo cominciato a giocare e abbiamo anche avuto l’occasione per chiudere la partita senza andare ai supplementari. Poi i ragazzi sono stati molto bravi a vincere ai rigori e a raggiungere l’obiettivo“.

Poi in conferenza stampa il tecnico bianconero si prende lo spazio e il tempo necessario per analizzare la prestazione dei suoi e dell’Inter: “Abbiamo subito il primo gol su una palla sbagliata in uscita, il secondo su una pressione sbagliata, il terzo su rigore. Io dico che non bisogna rischiare certe volte, soprattutto quando l’avversario ti chiude. Non è vergogna buttare via la palla“. Allegri mette sotto accusa l’approccio mentale della Juventus alla gara: “Magari era più facile giocare partendo dallo 0-0: il fatto di aver avuto tre gol di vantaggio ci ha tolto un po’ di concentrazione. A me era già successo perché col Milan avevamo vinto 4-0 in casa con l’Arsenal (ottavi di Champions. n.d.r.) e dopo 45 minuti a Londra eravamo 3-0“.

E, in conclusione, Allegri ammette che se la Juve avesse fallito la qualificazione, ci sarebbe stata anche un’assunzione di responsabilità, cosa che comunque, dopo una partita del genere, non può mancare, anche in ottica di un impegno gravoso come quello di Champions League col Bayern MonacoC’era il rischio che li avrei portati in ritiro: uscire sarebbe stato un peccato veniale senza togliere i meriti all’Inter. La partita dell’andata è stata sulla falsariga di questa: loro sono rimasti in dieci, abbiamo avuto gli episodi a favore. Certo, io dovevo preparare la partita meglio“.