La domanda potrebbe suonare banalmente retorica ma dopo lo spettacolo (perché per chi ama il bel gioco di questo in definitiva si è trattato) offerto allo Stadium per le sue cinque candeline dalla squadra di casa che ha letteralmente polverizzato il Sassuolo chiudendo praticamente i conti nella prima mezzora nonostante la reazione d’orgoglio dei neroverdi è lecito chiedersi cosa contraddistingua la Juventus dalle altre squadre nel panorama del calcio italiano ma anche europeo. La risposta la dà Massimiliano Allegri nel dopo gara che non si accontenta del fenomeno Higuain e del gioco spaziale offerto nella prima mezzora, sottolineando invece gli aspetti a suo modo di vedere negativi della prestazione:

“Higuain è un giocatore importante che fa la differenza, ma la cosa in cui dobbiamo migliorare è la fase difensiva. Noi dobbiamo avere più equilibrio dietro, abbiamo concesso troppi tiri in porta e poi dovevamo gestire meglio la palla sul 3-0. Tecnicamente i ragazzi hanno fatto bene in avanti, dobbiamo migliorare e recuperare il nostro dna difensivo”.

Anche di fronte all’evidenza di una realtà che dopo i cinque titoli vinti consecutivamente dimostra una superiorità schiacciante sul piano nazionale, il tecnico bianconeri non intende crogiolarsi sugli allori pretendendo sempre la massima concentrazione su quello che si sta facendo e, soprattutto, su quanto non si è ancora fatto: “Il campionato è lungo – sostiene Allegri – noi l’anno scorso dopo 10 giornate avevamo 11 punti di ritardo dalla prima. Le partite bisogna giocarle e vincerle, i nomi non bastano. Sento sempre che questa Juve ha già vinto tutto ma non è così. La rosa è forte e competitiva ma le partite poi bisogna vincerle sul campo perché oggi abbiamo rischiato di prendere il 3-2 e riaprire la gara: il campionato italiano è difficile, bisogna valutare la condizione fisica, poi è chiaro che tecnicamente la squadra è più forte“.
Appello accorato dunque da parte dell’allenatore toscano a non abbassare mai la guardia in campionato, con un occhio anche rivolto alla Champions League che rappresenta un po’ il malcelato obiettivo prioritario della stagione in corso: “Marotta ha detto che non è un’ossessione? Nei grandi club, come lo è la Juve, bisogna sempre puntare a fare il massimo, anche quando sono arrivato l’obiettivo era vincerla. L’obiettivo minimo è passare il turno, possibilmente da primi poi dagli ottavi di vedrà. Il Siviglia è una buona squadra, ha vinto nella Liga ma in Champions le gare sono diverse” ha concluso il mister juventino.