Il mondo dello sport e del rugby in particolare piange questa mattina la scomparsa di Jonah Lomu, mito degli All Blacks e della palla ovale in generale, l’uomo che con il suo fisico smisurato quanto il suo talento ha contribuito come nessun altro prima a espandere la popolarità di questo gioco a livello globale. Quel suo corpo spaventoso, 196 centimetri per 120kg lanciati alla velocità di un buon centometrista, è stato infine piegato da un nemico sottile, invisibile, ma non meno inarrestabile di lui: una rara forma di sindrome nefrosica, condizione clinica complessa che conduce a un grave malfunzionamento dei reni e a una serie di conseguenze nefaste per l’organismo (proteinuria, ipoalbuminemia ed edema soprattutto).

Lomu ne soffriva da molti anni e nel 2004 era stato sottoposto a un trapianto di rene, intervento che poi fu costretto a replicare nel 2011, proprio durante la Coppa del Mondo di rugby, a causa di un rigetto. Una battaglia lunga e dolorosa che infine l’ha visto sconfitto, improvvisamente, questa mattina: il medico degli All Blacks ha confermato che a causare il decesso del campione è stato un repentino calo delle proteine nel sangue e conseguente collasso cardiocircolatorio. Ecco come la comunità di Twitter ha voluto esprimere tutto il suo cordoglio:


Jonah Lomu è stato, come detto, la superstar del rugby moderno, televisivo e globalizzato degli ultimi 20 anni, capace di portare questo sport a un livello di popolarità mai conosciuto prima. Ma c’era soprattutto il lato agonistico dietro l’icona promozionale, quel lato agonistico che lo ha portato a stabilire il record di 15 mete realizzate nella storia dei Mondiali (eguagliato il mese scorso dal sudafricano Habana), e 37 in 63 caps con la nazionale neozelandese, tra cui le indimenticabili quattro mete segnate contro l’Inghilterra nella semifinale mondiale del 1995, quando Lomu non aveva ancora compiuto i 20 anni di età. Dopo il primo trapianto, Lomu ha provato a più riprese a rientrare nel suo mondo, sia in patria che in Europa, arrivando perfino a firmare per una squadra di terza divisione, i francesi del Vitrolles, ma ogni tentativo si è rivelato infruttuoso, quel nemico interno non ha concesso mai alcuno sconto. E ora è venuto a prendersi tutto il banco.