Johan Cruyff è morto. L’ex campione olandese aveva 68 anni, si è spento al termine di una lunga malattia a Barcellona. “E’ con grande tristezza che vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia durante il loro momento di dolore”, recita la breve nota apparsa sul profilo ufficiale di Facebook. Cruyff soffriva da tempo di un cancro ai polmoni.

Nato ad Amsterdam il 25 aprile 1947 da una famiglia povera, Cruyff, rimasto orfano di padre ad appena 12 anni, fu selezionato dalle giovanili dell’Ajax nel 1959.

Con il club di Amsterdam esordisce giovanissimo, nel 1964. 239 presenze con i lancieri e 190 gol, quindi il trasferimento al Barcellona.

In blaugrana l’olandese disputa, tra il 1973 ed il 1978, 148 partite con 48 gol, molti dei quali di straordinaria fattura. Il finale di carriera è caratterizzata dalle esperienze con L.A. Aztecs, Diplomats, Levante, il ritorno all’Ajax ed infine Feyenoord, nel 1984.

Ha indossato per 48 volte la maglia della nazionale olandese (33 reti) e per 2 quella della rappresentativa catalana.

In carriera ha vinto 9 campionati olandesi, 6 coppe d’Olanda, 3 coppe campioni, 1 coppa uefa, 1 coppa intercontinentale. E’ stato vice campione del mondo con la nazionale olandese rimasta celebre per il calcio totale, al torneo iridato disputato nel 1974 in Germania Ovest. A livello personale, ha vinto tre palloni d’oro: 1971, 1973, 1974.

Brillante anche la carriera di allenatore che lo porta sulla panchina del Barcellona dal 1988 al 1996. Con Cruyff in panchina i blaugrana vincono 4 Liga consecutive, una Coppa delle Cope ed una Coppa dei Campioni 8entrambe strappate alla Sampdoria).

Questo il ricordo di Gianni Rivera: “Cruyff era in grado di unire tecnica e grande velocità, insieme ad una certa prestanza fisica. Per i difensori era difficile fermarlo”, le parole dell’ex Milan alla Rai. “L’ho incrociato una sola volta, in occasione di una amichevole. Era a fine carriera, scambiai qualche battuta con lui. Si capiva che era un grande anche dal punto di vista umano e caratteriale”.