Ivan Basso lascia il ciclismo. Il corridore nato a Gallarate 37 anni fa lo ha annunciato in occasione della presentazione del Giro d’Italia 2016.

‘Per me non si tratta di un giorno triste’, ha spiegato Ivan ‘resterò nel ciclismo, uno sport che pratico ormai da trent’anni e che sento mio. In quale ruolo? Non so ancora, ma senz’altro troverò una nuova collocazione. Finisce la mia carriera di ciclista, non quella nel ciclismo’.

Ivan Basso, premiato da Rcs con una targa per il successo alGiro del 2010, ha così raccontato com’è maturata la sua decisione: ‘Nelle ultime corse ho fatto grande fatica. Questo fattore, unito ai problemi di salute, mi ha convinto che era ora di lasciare’.

‘Il ciclismo a quei livelli era diventato insopportabile per me, per la mia vita. Non potevo finire la carriera senza un filo di energia. Nel corso della stagione c’è stato un momento in cui mi sono detto che dovevo lasciare’.

‘Ora continuerò stando in mezzo ai ciclisti, sfrutterò le mie conoscenze maturate in tanti anni di ciclismo’, ha dichiarato Basso, per il quale si parla di un ruolo centrale nella Tinkoff.

Commosse le parole di Vincenzo Nibali, che ha ringraziato basso, considerato ‘Maestro di sport e di vita’.

‘Ivan mi ha dato tanto. Mi ha spiegato come fare per alimentarmi, per gestirmi, per allenarmi. Insomma, mi ha indicato la strada della vita di atleta’.

Ivan Basso è nato a Gallarate, provincia di Varese, il 26 novembre 1977. Ha vinto il Giro d’Italia del 2006 e del 2010, vanta un secondo posto al Tour nel 2005.

Pur non eseendo mai risultato positivo a test antidoping, è stato squalificato per un totale di due anni dalla Commissione disciplinare della Federciclismo italiana, dopo l’ammissione di aver tentato la pratica dell’autoemotrasfusione prima del Tour de France 2006.