Giampiero Ventura chiude definitivamente l’era Conte, mettendo un punto e andando a capo. Il nuovo commissario tecnico, che stasera sarà alla sua seconda panchina azzurra, vuole guardare avanti e già non ne può più dei paragoni con il suo predecessore: «Non voglio più parlare dell’Europeo, basta. Oggi inizia una nuova strada, da questo momento non farò più paragoni e non cercherò di copiare – ha detto alla Domenica Sportiva - Io sono accerchiato dalla critica ma questo fa parte del gioco, lo so, a volte faccio fatica a capire certe situazioni mentre mi piacerebbe parlare con gli interlocutori. Sento dire ‘Conte aveva vinto 3 scudetti e Ventura no’. bene, io posso dire che mentre Conte vinceva gli scudetti, io facevo fare plusvalenze milionarie e mandavo tanti giocatori in nazionale. Anche queste sono vittorie e ognuno fa quello che può fare». Una rivendicazione più che legittima verso il lavoro di una vita, coronato ora dall’onore di guidare la Nazionale italiana ai prossimi Mondiali in Russia nel 2018. Ventura è da sempre un tipo sanguigno, uno che non le manda a dire e pur con il sorriso, ribadisce dunque che da oggi parte un nuovo percorso, per cui si sente particolarmente fiducioso, nonostante il debutto non proprio brillante contro la Francia: «Non sono assolutamente preoccupato, ma con Israele conterà il risultato. E basta paragoni con il passato».

Nella partita di stasera contro Israele mancherà Andrea Belotti, uno di quei giocatori che Ventura aveva lanciato ai tempi del Torino. Un risentimento muscolare impedirà al “Gallo” di esserci stasera nella prima partita ufficiale per le qualificazioni al Mondiale. Proprio riguardo al match di stasera, Ventura rivela: «Alla vigilia le idee sono più o meno chiare ma bisogna capire nel dettaglio quali sono, per caratteristiche degli avversari, le soluzioni migliori. Domani mi aspetto che la squadra migliori e velocizzi il gioco: voglio un ulteriore passo avanti. Israele ha cambiato allenatore, è una nazionale che obiettivamente conosco poco: so che ha giocatori di assoluta qualità e qui ci fermiamo. Dobbiamo capire che non è il singolo a fare la differenza, vale sia per noi che per i nostri avversari».

Contro Israele tornerà al centro della difesa Leonardo Bonucci e Buffon non può che gioire del rientro del suo compagno di squadra: «Siamo felici per lui. È bello che la sua assenza in Nazionale possa portare la sua presenza in un ambito più importante come la famiglia. Leo è arrivato con il solito entusiasmo: ha grande serietà, vuole trasmettere a tutti noi gli ingredienti giusti per affrontare la gara di domani, che riteniamo molto importante. Storicamente nelle amichevoli non brilliamo – afferma il capitano azzurro tornando con la mente alla sconfitta con la Francia – ma nelle gare che contano, come quella di domani, dobbiamo trovare gli ingredienti e le caratteristiche giuste per affrontare il match».

Gigi Buffon ci tiene inoltre a schierarsi apertamente dalla parte del commissario tecnico, bersagliato dopo la sconfitta contro la Francia: «Senza voler fare paragoni, penso che Ventura sia arrivato nel posto giusto al momento giusto. Non devo dire io chi è il mister, parla la sua storia per lui, e l’impronta che ha sempre dato alle sue squadre. Questo è un grande merito, frutto di conoscenza, di lavoro quotidiano: è un tecnico meticoloso, non c’è nulla di improvvisato con lui. E’ molto bello lavorare con allenatori che ti spiegano tutto e che hanno la certezza di ciò che fanno».