Per la nazionale italiana è ormai tempo di voltare pagina. La sconfitta con la Germania è ancora fresca, ma bisogna ripartire necessariamente da quanto di buono ha lasciato la gestione di Antonio Conte. Il nuovo commissario tecnico, Giampiero Ventura, questo lo sa bene e non ha intenzione di stravolgere tutto e cambiare un modello che si è rivelato assolutamente convincente. Il nuovo selezionatore dell’Italia prenderà ufficialmente possesso del centro tecnico di Coverciano a partire da martedì 19 luglio, giorno in cui ci sarà la sua presentazione ufficiale.

Giampiero Ventura ha firmato con la federazione un contratto biennale da 1,3 milioni di euro netti a stagione, portando con sé uno staff decisamente più scarno rispetto a quello portato da Conte: appena tre persone. Si tratta del suo vice Salvatore Sullo, del preparatore atletico Alessandro Innocenti e quello dei portieri Giuseppe Zinetti. Le prime convocazioni del nuovo commissario tecnico arriveranno a ridosso della seconda giornata di campionato, il 27 o 28 agosto, mentre il primo raduno dell’era Ventura sarà sicuramente lunedì 29 agosto. Il debutto della prima Italia post Conte è invece fissato per il 1 settembre a Bari, in un’amichevole di lusso contro la Francia. Dopo questo primo tuffo d’azzurro, sarà però subito tempo di fare le cose sul serio: il 5 settembre partiranno infatti le qualificazioni ai prossimi mondiali e l’Italia sfiderà l’Israele ad Haifa.

Come dicevamo in apertura di pezzo, Ventura ripartirà dalla strada tracciata da Conte: del resto, non avrebbe nemmeno il tempo di fare esperimenti, vista l’imminenza degli impegni ufficiali. Tuttavia, da qualche anno anche lui è un sostenitore del 3-5-2 (modulo utilizzato dell’ex commissario tecnico nel biennio che si è appena concluso) e la struttura della rosa sarà sostanzialmente quella che abbiamo visto all’opera fino a sabato sera. C’è da dire però che alcuni giocatori sono a un bivio per questioni anagrafiche: Buffon ha già dichiarato che andrà avanti fino al mondiale del 2018, poi si ritirerà. Sirigu continuerà a essere il suo vice, mentre per il ruolo di terzo portiere tornerà probabilmente Perin. Ovviamente saranno monitorati sia Donnarumma che Sportiello.

Passiamo alla difesa: dopo le lacrime di Bordeaux, Barzagli dovrà decidere se continuare con la nazionale oppure no. Nei mesi scorsi aveva annunciato il suo ritiro dalla maglia azzurra al termine dell’europeo, ora bisognerà vedere se confermerà la decisione oppure darà la disponibilità al nuovo ct almeno per avviare il nuovo ciclo, come fece Pirlo due anni fa. La difesa della nostra nazionale è stata unanimemente riconosciuta come tra le più forti al mondo, dunque è impossibile pensare che possa essere smontata: Ventura conosce bene Bonucci, avendolo lanciato prima a Pisa, poi a Bari. Sarà lui il leader del muro difensivo, con Chiellini al suo fianco. Ovviamente sarà convocato ancora Ogbonna, anch’esso un giocatore piuttosto conosciuto dal nuovo ct, probabilmente ci sarà spazio nelle convocazioni future anche per Rugani e Romagnoli. A centrocampo si attendono i ritorni di Verratti e Marchisio, mentre probabilmente uscirà Thiago Motta. Assolutamente possibili i ritorni nel giro azzurro di Zappacosta, Benassi, Baselli, Bonaventura e Sansone.

L’attacco sembra invece un rebus. Mentre Conte ha scelto da subito di rinunciare a elementi dal carattere difficile come Balotelli o Cassano in favore di una squadra “operaia”, non è ancora chiaro come agirà Ventura. Dovrà decidere se inserire in questo gruppo Berardi e magari Cerci, che lui era riuscito a disciplinare molto bene ai tempi del Toro. Sono molto probabili le chance per Belotti, Gabbiadini e Pavoletti. Dopo Francia e Israele, a ottobre Ventura sarà chiamato ad affrontare la Spagna a Torino (il 6) e la Macedonia a Skopje (il 9).