Giampiero Ventura stecca la prima sulla panchina dell’Italia. Come Cesare Prandelli, Roberto Donadoni e il mitico Vittorio Pozzo prima di lui. L’esordio nella “sua” Bari doveva essere di buon auspicio, dare la carica necessaria a questa nuova Nazionale e invece l’Italia è crollata per 3-1 contro la Francia, che in casa nostra non si lascia battere da ben 54 anni. Ventura, che nel capoluogo pugliese ha allenato e viene ricordato come un grande maestro di calcio, non ha avuto la stessa fortuna avuta da Conte all’esordio, il quale riuscì a liquidare per 2-0 l’Olanda, sempre al San Nicola di Bari. Dovrà certamente averne di più lunedì sera, perché a Haifa, contro l’Israele, si comincerà a fare sul serio con la prima gara di qualificazione per il Mondiale del 2018. Quanto visto ieri sera, soprattutto in difesa, non può assolutamente bastare.

Il nuovo commissario tecnico cerca però di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Sono soddisfatto perché, dopo tre giorni, non potevo pretendere di più. I gol erano evitabili, ma era importante riprendere un discorso interrotto, di partecipazione e disponibilità». Il discorso interrotto era quello iniziato da Conte durante l’europeo e infatti si riprende proprio dalla basa lasciata dall’attuale tecnico del Chelsea: stesso modulo, stessa coppia d’attacco (Pellè-Eder, che dimostrano di avere ancora un buon affiatamento). Purtroppo, però, i punti di contatto con la Nazionale che stava facendo sognare l’Italia all’inizio dell’estate, finiscono qui. È certamente mancata l’intensità a centrocampo e l’attenzione difensiva maniacale di Antonio Conte. Ovviamente non si può pretendere molto da un’amichevole estiva (preparata in pochissimo tempo), ma Ventura ha sicuramente tratto indicazioni importanti. Non bisogna scordare, inoltre, che l’avversario era anche piuttosto ostico: «Non posso essere soddisfatto dal risultato, è chiaro, ma la differenza fisica si vedeva in campo. Andremo ad analizzare questa partita e si vedrà in maniera evidente, cosa potevamo evitare».

Nella partita di ieri, in cui nessuno ha brillato particolarmente, ci sono stati i primi esordi della gestione Ventura, che potrebbero rivelarsi importanti per il prosieguo del cammino dell’Italia verso il prossimo Mondiale: partiamo ovviamente dal più piccolo (e probabilmente dal più promettente), ovvero Donnarumma, che a 17 anni e 6 mesi è il terzo più giovane di sempre. “Gigio” paga un po’ l’emozione e ci mette del suo nel terzo gol francese, ma è una distrazione che gli si perdona in una serata come questa. Il futuro, a meno di colpi di scena, sarà nei suoi guanti. Debuttano anche Belotti e Rugani, mentre Verratti torna finalmente a occupare il suo posto a centrocampo dopo il brutto infortunio che l’ha costretto a saltare Euro 2016. Ventura non è apparso preoccupato ai microfoni di Rai 1 nel post partita, anzi, tranquillizza tutti e rilancia: «Il passaggio a una prestazione migliore non è difficile. Israele non è la Francia, ma con questa disponibilità avremo risposte positive con il tempo – dice il commissario tecnico – Sono convinto di fare bene, il tempo mi darà ragione» non possiamo che augurarcelo.