La sfida con la Spagna ha messo in mostra una bella Italia, pimpante, con voglia di fare e che fa ben sperare per i prossimi europei estivi di Francia 2016. Una serata fresca, divertente, dove finalmente si è visto uno spirito giusto, dopo tanti periodi bui dove indossare l’azzurro è sembrato solo un mero peso di fronte ad una stagione con i club lunga e logorante.

E’ sembrato, speriamo regga. Già, perché l’incognita principale di questa giovane nazionale è proprio questo: lo spirito giusto. Qualitativamente, a parte qualche piccola eccezione (vedi Lorenzo Insigne), siamo inferiori a diverse squadre impegnate nella prossima rassegna continentale: Germania, Francia, Inghilterra, ma anche lo stesso Belgio. Per una volta, insomma, non partiamo con i favori del pronostico.

Ma a tenere banco è anche un’altra questione: non basterà che rimanga lo spirito goliardico visto ieri sera, servirà anche che Antonio Conte non si smarrisca. Perché più che un ricambio in difesa che non c’è, un centrocampo che non ha qualità e un attacco privo di campionissimi, il vero problema sta in panchina. Fino a quando un ct dimissionario, che ha già in mano un ricco contratto con uno dei più grandi club del mondo, avrà voglia di perdersi in un lavoro che non gli piace?

Resisterà nel garage almeno fino agli inizi di luglio? Perché è vero che siamo abituati a vincere nei periodi di crisi (vedi i Mondiali del 1982 e del 2006), ma è anche vero che non sempre affrontare delle difficoltà e non avere uno spogliatoio sereno è sinonimo di successo assicurato. Anzi, spesso è il contrario.

E non ce ne voglia il ct imprigionato nel garage dorato da quattro milioni di euro all’anno Antonio Conte: ieri sera ha messo in mostra una squadra con una precisa idea, fatta di pressing e verticalizzazioni sulle fasce. Ma i suoi pensieri saranno rimasti incollati sulla gara della Dacia Arena?