Sebastian Giovinco è probabilmente la stella più luminosa della MLS americana: attaccante del Toronto, i suoi 22 gol e 16 assist della passata stagione gli hanno valso l’Espy Award 2016, uno dei riconoscimenti più importanti negli Stati Uniti per uno sportivo. Nella stagione in corso è già a quota 8 gol e 7 assist, numeri importanti, che però non sono serviti per fargli guadagnare la convocazione a Euro 2016 con l’Italia di Antonio Conte. Il calcio negli Stati Uniti ovviamente è ancora diverso da quello europeo o sud americano (anche se il movimento negli ultimi anni è cresciuto parecchio), dunque la competitività non è ancora equiparabile alla nostra. La passione dei tifosi sta però crescendo di pari passo col movimento e Giovinco è considerato un top player della MLS.

La Formica Atomica, come lo chiamano i tifosi, è molto popolare, ma non per questo assediato da un plotone di cronisti in cerca di una dichiarazione. Da questo punto di vista, il campionato statunitense è ancora vivibile per i calciatori, non vive delle stesse pressioni di quello italiano o europeo, in generale. La Gazzetta dello Sport è riuscita a incontrare Giovinco e a scambiarci qualche parola: dal premio appena ricevuto alla vita nella MLS, fino ad arrivare – ovviamente – alla Nazionale italiana e al suo nuovo corso targato Giampiero Ventura: «Bello aver vinto l’Espy, forse uno dei riconoscimenti più importanti per lo sport, qua negli Usa. Quest’anno sono stati premiati LeBron James, Ronaldo, Djokovic, c’erano tutti i grandi dello sport americano a Los Angeles, alla serata. Peccato non essere riuscito ad andare, però: dovevo giocare a Columbus, poi ho saltato la partita per prendermi una pausa, dopo tante gare filate, tutte di 90’, e quindi sono volato direttamente qui a San Jose con la squadra…».

Il miglior giocatore della MLS, dunque. Il quale non ha avuto la possibilità di andare agli Europei con l’Italia di Conte. Giovinco non era fisicamente lì, ma certamente ha seguito le gesta della Nazionale in tv:  «Sì, certo. Ha giocato un grande Europeo, perdendo solo ai rigori contro la squadra più forte del mondo, la Germania. E dal dischetto, si sa, può succedere di tutto, specie con in palio una semifinale. Gli azzurri non hanno niente da rimproverarsi, assolutamente. Come mi sarei visto accanto a Pellè? Ormai non ha più senso pensarci, è il passato. Certo che mi candido per un posto in Nazionale col nuovo ciclo. Sono pronto. Ventura? L’ho conosciuto, ci siamo incrociati e abbiamo parlato in diverse occasioni, ma mai di calcio in maniera dettagliata».