Con il terzo turno in programma questo sabato – attesa allo Stadio Olimpico la Scozia – l’Italia di Jacques Brunel comincia a intravedere il gran finale del 6 Nazioni, previsto sabato 19 marzo al Millenium Stadium contro il Galles.

Sfide senza storia

Terra dei Dragoni a cui si ricollega il primo confronto fra le due nazionali nella manifestazione. ‘Atterrati’ pieni di orgoglio, dopo il successo per 34-20 sui ‘Cardi’, gli ‘Azzurri’ riescono solo nelle battute iniziali a opporre resistenza, salvo poi crollare fragorosamente nel 47-16 finale. Il biennio seguente conferma il netto gap tecnico, nonostante i rivali non siano mai seri candidati alle posizioni di vertice.

Gettare il cuore oltre l’ostacolo

Diego Dominguez e compagni si impongono finalmente il 15 febbraio 2003 davanti al pubblico amico grazie a una prestazione battagliera che costa al team avversario l’umiliazione del cucchiaio di legno. A sovvertire i pronostici il gioco alla pari durante le mischie e la superiorità sfoggiata nelle touche con Mirco Bergamasco – subentrato all’infortunato Ranieri – e De Rossi +assunti a veri eroi.

Poche, intense gioie

Sofferte altre due brucianti sconfitte – 44-10 e 38-8 gli score – l’11 marzo 2006 la trasferta nel fortino nemico termina 18-18, considerato alla stregua di un trionfo. I talenti locali giungono infatti al match campioni in carica e autori del Grande Slam. La partita accorta, tesa a commettere meno errori possibili, impedisce ai britannici di spadroneggiare e lo stesso accade l’anno successivo. Malgrado il punteggio indichi 20-16 quando restano appena 8 minuti all’epilogo, Pez riesce a cogliere la difesa impreparata e ad approfittarne è Mauro Bergamasco con la decisiva meta. L’euforico Flaminio può festeggiare e quell’istantanea viene narrata ancora oggi, non solo per il quarto posto conquistato in graduatoria, ma anche perché da quel momento in poi vengono commessi solo passi falsi, incluso l’ultimo 61-20 rimediato davanti ai propri tifosi.