Tre su tre. Con modalità differenti dalle prime due, ovvero meno fioretto e più mazza chiodata, l’Italbasket di Pianigiani spazza via anche la Finlandia (62-44) e stacca il biglietto per la seconda fase degli Europei di Slovenia con due gare di  anticipo: un risultato incredibile, per una squadra che solo un paio di settimane fa sembrava priva di certezze e piena di lividi. Contro i finnici, la nazionale è stata meno bella ma più cattiva, più convinta, con una difesa di ferro e responsabilità offensive distribuite su otto-dieci uomini. Dal vangelo secondo Simone, insomma.

Il cittì temeva particolarmente questa gara, vuoi perché è sempre possibile un calo di tensione dopo due abbuffate, vuoi perché la Finlandia non avrà nome, ma la Turchia l’ha battuta anche lei e contro la Svezia ha passeggiato. E, in effetti, per due quarti e mezzo, Koponen e compagni ci fanno soffrire maledettamente, con un’intensità difensiva spaventosa e un gran lavoro sul pick & roll: così, ma non solo così, si spiegano le percentuali al tiro azzurre, che chiudono il primo tempo con un 32% dal campo, con un Belinelli da 0/8. Fatto sta che i finlandesi ci stanno avanti per quasi 20’ (14-17 il primo parziale) e il primo sorpasso italiano è firmato da Cusin a 50’’ dal termine (28-26), prima dei tre punti in fila di Aradori sui quali si chiude il primo tempo.

Il piano di volo non cambia nel secondo tempo. La Finlandia ci soffoca, ma fortunatamente la difesa è anche la specialità di casa Pianigiani: Cusin e Datome chiudono a chiave l’area e i finnici trasformano gli ultimi due quarti in un tiro al piccione dall’arco dei 6.75: alla fine, le statistiche diranno 3/26 e 11% complessivo. Resi inermi gli avversari, a metà del terzo parziale, la squadra di Pianigiani piazza l’allungo decisivo: prima fa gol Belinelli, poi Cinciarini infila la prima tripla di squadra del match, infine sono Aradori e Melli a scavare il solco del +12 (46-34) con cui si entra negli ultimi, superflui 10’, buoni soltanto per consentire a Datome di raggiungere la doppia cifra, unico azzurro a riuscirci. Ma quando c’è il gruppo non servono eroi solitari. L’Italia è alla seconda fase: non lo avrebbe detto neanche Datome.