E’ sintomatico di questo momento storico del nostro calcio che il tifoso italiano debba sentirsi soddisfatto al termine di un Italia-Croazia 1-1 in una gara importante per la qualificazione agli Europei. D’altra parte, contro un avversario qualitativamente superiore, anche per via delle molte assenze tra le file degli azzurri, bisogna saper far di necessità virtù: e allora bravo Antonio Conte, che riesce a inculcare nella propria squadra l’umiltà di chi non ha paura di sporcarsi le mani e che, in qualche modo, sbuffando e sgomitando, riesce a strappare un pareggio che lascia inalterata la situazione del girone H. In attesa che il campionato italiano inizi a proporgli qualche alternativa più allettante dell’onesta manovalanza di cui dispone al momento. La gara si era messa subito bene per noi, grazie alla bella rete di Candreva; peccato che la papera di Buffon abbia regalato l’immediato pareggio a Perisic e fatto saltare i piani di difesa + contropiede che il cittì azzurro stava certamente pregustando. La squadra di Kovac ha quindi controllato l’inerzia del match quasi ininterrottamente, senza tuttavia riuscire a concretizzare la maggior mole di gioco (anche perché Modric è dovuto uscire dopo 25’ per infortunio) e costruendo, di fatto, una sola grande chance, a pochi minuti dal termine, ancora con Pericis. E l’Italia? Difesa coraggiosa e qualche guizzo di El Shaarawy, quando è entrato: stop.

La partita, purtroppo, è stata caratterizzata anche da ciò che è successo sugli spalti. L’arbitro è stato costretto a sospendere l’incontro per qualche minuto già dopo il primo gol croato, a causa di un fitto lancio di petardi provenienti dal settore presidiato dai tifosi ospiti; poi, nella ripresa, quando mancava poco più di un quarto d’ora al termine, una nuova pioggia di fumogeni e bombe-carta ha convinto Kuipers a rispedire le due squadre negli spogliatoi per una decina di minuti, mentre le forze dell’ordine ristabilivano il medesimo a suon di manganellate.

Le pagelle di Italia-Croazia

BUFFON 4.5: un monumento, per una volta nell’accezione negativa del termine: il Pantheon sarebbe andato giù più rapidamente sulla conclusione velenosa di Perisic. Spiace prendersela con uno come lui, ma quello è uno di quegli errori che ti fanno dare ragione a Beckenbauer quando parla di età pensionabile

DARMIAN 5: soffre maledettamente Perisic per tutto l’incontro, sia come terzo centrale che come terzino

RANOCCHIA 6.5: l’abbinamento con Mandzukic è di quelli da incubi prepartita, ma in realtà l’interista se la cava nient’affatto male, salvando pure sulla linea un colpo di testa di Olic

CHIELLINI 6: aggressivo e sgraziato come al solito, fa il suo in difesa e nel finale di gara stupisce il pubblico con un lancio di 40 metri al bacio per De Sciglio

DE SCIGLIO 5.5: lascia troppo spazio a Perisic in occasione del pareggio croato, non affonda ma non riesce mai a farsi notare in senso positivo

CANDREVA 6.5: nelle intenzioni di Conte sarebbe il Vidal azzurro. Paragone azzardato come pochi, eppure il buon Antonio il gran gol del vantaggio lo sigla lo stesso, con un destro goniometrico dai 20 metri. L’infortunio di Pasqual lo costringe a migrare nuovamente sulla destra, dove continua a essere uno dei più propositivi

DE ROSSI 5: se uno come Pirlo patisce il pressing ossessivo, figuriamoci lui. Non riesce mai a trovare i giusti tempi di gioco e anche in fase difensiva lascia molto a desiderare: la Croazia fa danni soprattutto con le incursioni centrali, dove teoricamente dovrebbe esserci lui a montare la guardia.

MARCHISIO 5.5: e dire che, sulla carta, dovrebbe essere quello che conosce meglio il gioco di Conte. Non combina nulla di buono per 45’ da mezz’ala, paradossalmente fa meglio da seconda punta (sigh)

PASQUAL 5.5: venticinque minuti o poco più di nulla o poco più

(SORIANO 5.5: all’esordio assoluto in nazionale, il 23enne blucerchiato paga dazio all’emozione e all’inesperienza, pur senza sbracare)

ZAZA 5: l’assist a Candreva è l’unica cosa degna di nota di una partita in cui, corsa e impegno a parte, non riesce a mostrare nient’altro

(PELLE’ 6: nulla di trascendentale, ma almeno il centravanti del Southampton tiene su quale pallone, permettendo agli azzurri di spezzare il forcing croato)

IMMOBILE 5: leggi qui sopra, con l’aggravante che, dei due, il primo violino dovrebbe essere lui

(EL SHAARAWY 6.5: Conte lo butta nella mischia al 7’ della ripresa, sull’amata direttrice sinistra, e lui, pur giocando meno di un tempo, calcia più volte verso la porta di tutti i suoi compagni messi assieme. Ottimo impatto, forse andava messo dall’inizio)

CONTE 6: fa quel che può con quel che ha, ovvero poco. Volendo fargli le pulci, si potrebbe dire che forse avrebbe potuto osare prima con El Shaarawy, vista la qualità infima delle alternative, sia sugli esterni che in attacco. Di buono c’è che la squadra sembra seguirlo ciecamente e qualche dinamica da vecchia Juve si vede anche. Però, davvero, un’Italia così povera di talento si era vista raramente, se mai si era vista.

PAGELLE CROAZIA: Subasic 6; Srna 7, Corluka 6.5, Vida 6, Pranijc 6.5; Modric 6 (Kovacic 6), Brozovic 6.5 (Badelj ng); Olic 6 (Kramaric 5.5), Rakitic 6, Perisic 7; Mandzukic 5.5.