Non appena i fumogeni lanciati dal settore dei tifosi ospiti hanno costretto l’arbitro Kuipers a sospendere Italia-Croazia una seconda volta, con tanto di squadre rispedite negli spogliatoi e cariche della polizia sugli spalti, è stato inevitabile tornare con la mente a quell’Italia-Serbia di quattro anni fa, quando l’ottusa furia pseudo-politica di Ivan Bogdanov e marmaglia regalò al calcio europeo una delle pagine più tristi della sua storia recente. Gli effetti sono stati meno negativi, fortunatamente, visto che alla fine si è riusciti comunque a mandare in porto la partita, e meno gravi saranno le conseguenze sui responsabili; ma qualcuno dovrà pagare per quel fitto lancio di fumogeni e lanciafiamme, per non parlare degli scontri con le forze dell’ordine, e la sensazione netta è che a farlo non saranno semplicemente i 17 tifosi arrestati ieri notte, subito dopo il termine dell’incontro.

Italia-Croazia, le possibili sanzioni

Il commissario tecnico Kovac, nel chiedere scusa all’Italia (non ce n’era bisogno in realtà, ma è un gesto elegante), ha ammesso di attendersi sanzioni UEFA contro la Croazia, benché si sia detto sicuro che il risultato finale verrà omologato. In effetti non ci sono motivi per cui dovrebbe andare diversamente: Kuipers è stato indubbiamente bravo a gestire una situazione critica e la partita si è conclusa regolarmente. Le intemperanze degli hooligan croati, insomma, non hanno influito sullo svolgimento del match o sul risultato finale. Ma le sanzioni arriveranno comunque in altra forma.

Come accaduto recentemente in Romania-Ungheria, l’accensione di fumogeni e il lancio di razzi in campo e le intemperanze dei tifosi (art. 16 dei regolamenti disciplinari) potrebbero costare alla Croazia la chiusura parziale o totale dello stadio di Zagabria per il prossimo incontro di qualificazione agli Europei, oltre a una multa e all’obbligo di risarcire i danni causati dai propri tifosi. Ma, attenzione, sanzioni simili potrebbero toccare anche all’Italia: d’altra parte, la responsabilità dei controlli allo stadio ricade sul paese ospitante. E se vi state chiedendo come diavolo hanno fatto i tifosi croati a entrare a San Siro con tutto quell’arsenale, la risposta è molto semplice: nello stesso modo in cui ce la fanno tutte le domeniche le curve di Milan e Inter.