Torna a parlare Giorgio Chiellini, che prova sia a difendere il gruppo azzurro («Non eravamo dei fenomeni prima non siamo delle pippe adesso»), che a suonare la carica in vista degli ottavi di finale contro la Spagna, programmati per lunedì prossimo alle ore 18. Essendo uno dei veterani della squadra, ha sentito il dovere di difendere in qualche modo i compagni che sono stati oggetto di critiche dopo la sconfitta contro l’Irlanda: «Ridateci l’Italia, ho letto. Ma dai su. Magari se Insigne non avesse preso il palo, vedevo Grande Italia. E anche a me può capitare di sbagliare: se Ibrahimovic avesse fatto gol e non fosse stato fuorigioco, cosa avrei letto?». Morale della favola, il difensore della nazionale e della Juventus chiede semplicemente dei giudizi più misurati. E probabilmente non ha neanche tutti i torti.

Chiellini fa parte del tridente difensivo considerato tra i più forti del mondo: insieme a Barzagli e Bonucci, suoi compagni anche in bianconero, costituiscono un muro piuttosto solido. L’azzurro è consapevole che il punto forte di questa nazionale è proprio il suo reparto, la difesa, ma nel sottolinearlo richiama agli ordini tutta la squadra: «Il nostro compito è anche quello di essere un punto di riferimento, di far sentire sicuri gli altri, di farli giocare nelle migliori condizioni. Ma nemmeno il miglior difensore al mondo può giocare da solo, senza la collaborazione della squadra». Lunedì alle ore 18 l’Italia affronterà Alvaro Morata, suo ex compagno di tante battaglie alla Juventus, dunque siamo pronti? Sappiamo come fermarlo? Chiellini non può che avere parole affettuose nei confronti dell’ex attaccante bianconero:  «Alvaro è un ragazzo speciale. Lo saluto con dispiacere da ex compagno. Però sono anche contento per lui. Mi auguro rimanga al Real Madrid perché lo merita, merita di essere il centravanti del Real e e della Spagna. E mi dispiacerebbe molto che venisse usato come merce scambio per fare qualche soldo. Lui tiene tantissimo al Real Madrid, non vedo come non possa non essere un attaccante del Real per i prossimi dieci anni. Alvaro ha doti incredibili e ancora grandi margini di miglioramento. In questi anni di Juve è cresciuto tanto tatticamente, tecnicamente  e soprattutto umanamente. Quando arrivò era un ragazzino, non considerato come un giocatore da prima squadra, poi ha fatto passi enormi, è cresciuto, è un generoso. Spero faccia male lunedì, ma che poi abbia una splendida carriera».

La Spagna, sempre lei. È dal 2008 che sembra perseguitarci agli Europei… «Dal 2008 è la nostra bestia nera – continua Chiellini – . L’inizio del ciclo spagnolo è passato per la partita e i rigori di Vienna. Mentre a Kiev eravamo troppo stanchi, non c’era stato modo di recuperare dopo la semifinale con la Germania. Ma tutte le altre partite furono equilibrate, e credo che lo sarà anche quella di Parigi. Ai Mondiali si vedeva che era una squadra che aveva un po’ di problemi. Oggi non la vedo affatto come una squadra morta anzi, secondo me, doveva avere 9 punti, poteva vincerle tutte. Hanno ritrovato un grande centravanti come il primo Torres, mentre strada facendo si erano dovuti inventare Fabregas falso nueve. Abbiamo davanti due scuole diverse, ed è un po’ un peccato vedere una partita così agli ottavi di finale, però è andata, anche questo sarà uno stimolo».

A quanto pare, per prepararsi a quest’ottavo di finale la squadra sta lavorando davvero tanto: «Conte lo conoscete – dice – con lui giocare con Malta o con la Spagna è lo stesso. Devi sempre sempre sudare e faticare. Quindi quando anche si dice siete stati fermi una partita, vi siete riposati, vi posso assicurare che è tutto relativo».