Il 10 giugno del 1934, 80 anni fa, l’Italia di Vittorio Pozzo si laureava campione del mondo per la prima volta nella sua storia, grazie al 2-1 ottenuto nella finale di Roma contro la Cecoslovacchia. Furono gli avversari a portarsi in vantaggio al 76′ con un gol di Puc, ma l’oriundo Orsi e Angelo Schiavio, nei supplementari, ribaltarono il risultato. Il trionfo azzurro fu, purtroppo, anche il trionfo di Benito Mussolini, che, come altri prima e dopo di lui, intese sfruttare il fascino della grande manifestazione sportiva per rafforzare il regime all’interno e trasmettere un’immagine vincente all’esterno. E la nazionale italiana non fu estranea ad accuse di accomodamenti, vedasi proteste austriache prima e dopo la semifinale decisa da un gol irregolare di Guaita.

Al di là della lunga ombra del fascismo, il Mondiale fu il giusto premio per una squadra che seppe assimilare al meglio l’acume tattico del maestro Pozzo, tuttora l’unico uomo a essere riuscito ad alzare due Coppe del Mondo da commissario tecnico, e l’estro di alcune individualità eccezionali, prima fra tutte quella di Peppino Meazza, autore di due reti e dell’assist a Schiavio che valse la vittoria. Il torneo fu, di fatto, un campionato europeo (12 squadre su 16 erano del Vecchio Continente) più Brasile, Argentina (con una rappresentativa B), Stati Uniti e Belgio. Gli azzurri si sbarazzarono degli americani con un eloquente 7-1, poi rischiarono grosso contro la Spagna, battuta solo al replay grazie a un gol di Meazza. Quindi la già ricordata, e contestata, semifinale con l’Austria, prima dell’atto finale contro la Cecoslovacchia.

LEGGI ANCHE:

La nazionale degli assenti

Mondiali 2014 in TV

Gli slogan mondiali di tutte le squadre