Alle parole del c.t. della nazionale Antonio Conte in merito all’atteso match Italia-Svezia, seconda partita del Gruppo E eliminatorio di Euro 2016, incentrate sul valore del collettivo (l’ex tecnico della Juventus e ora prossimo a sedersi sulla panchina del Chelsea ha elogiato proprio lo spirito che anima il gruppo senza affrontare discorsi sulle individualità), hanno fatto seguito quelle del capitano Gianluigi Buffon, definendo l’Italia, sulla scorta delle dichiarazioni di Conte, una nazionale “operaia”: “Questa nazionale è sporca, brutta e cattiva, ma porta in campo quei sentimenti che ogni tifoso spera di vedere nella propria squadra. Non ci sono stelle conclamate, è un’Italia operaia“.

È un Buffon che ai microfoni sia di Sky che di Raisport non si nasconde dietro la facile retorica del sentimento popolare ma anzi lo eleva a grande valore di una nazione che sa ritrovare lo spirito di unità sull’esempio sportivo di una nazionale fatta non di talenti ma di giocatori umili, ma proprio per questo unita e coesa, che pensa concretamente ad andare avanti nella competizione senza fare nessun calcolo: “Giocare contro la Svezia pensando che sarebbe meglio il secondo posto? Non siamo nella situazione di poter fare questi calcoli – ha sentenziato il portiere azzurro -. Veniamo da un Mondiale in cui dopo una vittoria siamo stati eliminati. Serve dare continuità a prestazioni e risultati“.

Un’Italia sotto il segno del pragmatismo e del lavoro, insomma, a cui piace parlare coi fatti, ovvero coi risultati, proprio nella direzione indicata da Conte che fa del lavoro la massima espressione della sua visione del calcio e che Buffon, appunto, non ha esitato a definire proprio in base a questa etica del lavoro, visione “operaia”: “Essere coscienti dei nostri limiti è la nostra forza. Dobbiamo continuare ad avere grande umiltà. Il rispetto si ottiene con la continuità” ha affermato in conclusione il numero 1 della Juventus e della nazionale.