Dieci gol incassati nelle ultime quattro partite (tra le quali, quelle contro Haiti e Giappone). Difficile sperare, con questi numeri, di prendersi lo scalpo del Brasile per la prima volta dalla storica notte del Sarrià, 31 estati or sono. L’Italia esce battuta per 4-2 dalla sfida contro la Seleçao, passata in vantaggio con Dante, ripresa da Giaccherini, di nuovo in fuga con Neymar e Fred e insidiata da Chiellini, prima del punto esclamativo ancora di Fred proprio sulla sirena. Eppure, paradossalmente, l’Italia vista a Salvador è stata probabilmente la più convincente, sul piano del gioco, di quelle ammirate (si fa per dire) fino a questo momento.

Nell’antica capitale del Brasile, l’Italia riesce a partire anche peggio di quanto non fatto contro i nipponici: dopo 55 secondi (avete letto bene) si contano già tre situazioni di estremo pericolo per la porta di Buffon, bravo a salvare sul potente rasoterra di Hulk. La grande aggressività dei brasiliani dura poco e gli azzurri, pieni di riserve ma disposti con più raziocinio tattico da Prandelli (4-2-3-1 in luogo dell’assurdo 4-5-1 delle prime due uscite), piano piano alzano il baricentro e per mezz’ora non soffrono praticamente più, salvo risultare del tutto innocui in fase offensiva, dove l’idolo di casa Balotelli sembra sempre troppo isolato. Gli infortuni tolgono di mezzo Montolivo, Abate e David Luiz e la gara gira – non perché questo Brasile mediocre inizi all’improvviso a giocare meglio, quanto perché, proprio allo scadere della prima frazione, il sostituto del ricciolone del Chelsea, ovvero il ricciolone del Bayern Monaco Dante, si fa trovare pronto sugli sviluppi di un calcio piazzato e di sinistro fa secco Buffon.

Tutt’altra musica nella ripresa. Dopo 5’ l’Italia pareggia, pensa te, proprio con Giaccherini, in un’azione stranamente analoga a quella che aveva portato al gol-vittoria di Balotelli contro il Messico: solo che, questa volta, è di Mario l’assist di tacco e del piccolo romagnolo il diagonale vincente. Gli azzurri giocano meglio, ma la difesa resta roba per cuori forti: una punizione di Neymar (foto by InfoPhoto), con Buffon letargico sul proprio palo, e una poderosa incursione di Fred (Chiellini in ritardo, Bonucci non pervenuto) sembrano chiudere definitivamente il discorso. Ci pensa l’arbitro uzbeko a riaprirlo, fischiando un rigore su Balotelli, salvo ripensarci un secondo dopo, quando si è accorto del tap in vincente di Chiellini. Non sarebbe cambiato nulla, conoscendo la precisione da sicario di SuperMario dal dischetto, ma si tratta comunque di un errore tecnico gravissimo e le proteste dei brasiliani sono più che legittime. L’Italia ci crede e pochi minuti più tardi Maggio centra una traversa clamorosa, svettando di testa su corner di Candreva. Il pareggio è nell’aria, e invece è il Brasile ad andare ancora in gol: conclusione di Oscar dal limite, Buffon respinge verso il centro ed è tutt’altro che reattivo a rialzarsi, e per Fred è uno scherzo siglare la doppietta personale. 4-2 severo, Italia seconda con vista Spagna. Ahia.