Leonardo Bonucci, difensore centrale della Juventus e della nazionale italiana, ieri ha rilasciato una bella intervista al giornale francese Equipe, in cui ha rivelato sogni e ambizioni dell’Italia in questo europeo che per noi si aprirà stasera alle 21, nella sfida contro il temibile Belgio.

«La gente è preoccupata per gli infortuni di Marchisio e Verratti. Queste assenze si fanno sentire”. È evidente. Ma siamo l’Italia e dobbiamo portare in alto questi colori». Bonucci non si nasconde e ammette in modo molto onesto che non stiamo vivendo uno dei periodi migliori per il calcio italiano: «In questo momento è vero, abbiamo difficoltà a trovare talenti puri. Ma dobbiamo colmare questo problema con la nostra organizzazione, la nostra fame. Non dobbiamo avere limiti. Quando diventa difficile, ci siamo sempre. Tatticamente sappiamo sempre cosa fare e possiamo causare problemi a qualunque squadra. Quando sei l’Italia, devi arrivare almeno ai quarti di finale».

Fino a qualche anno fa, chiunque incontrasse sulla propria strada la nazionale italiana, era consapevole d’incontrare una delle squadre più forti al mondo: «Oggi l’Italia fa meno paura, questo è evidente – ammette a malincuore Bonucci – Se guardi la squadra che ha vinto nel 2006, con Totti e Del Piero per esempio, o anche quella che è arrivata in finale quattro anni fa… Queste squadre avevano giocatori internazionali. Oggi abbiamo soprattutto attaccanti che giocano poco o hanno poca esperienza internazionale». Stasera affronteremo il Belgio, una delle nazioni che negli ultimi anni ha sfornato più talenti in assoluto. Il difensore azzurro ammette che «Il Belgio ci è superiore. Ma hanno anche loro infortuni. L’Italia produce pochi talenti e questo si vede su tutto il sistema. In Belgio hanno fatto tutto il contrario, e oggi questo lavoro sta portando i suoi frutti. Oggi dobbiamo imparare dagli altri».

Bonucci però non è tipo che si scoraggia e svela un segreto per colmare il gap con le altre nazionali: «La mentalità della Juve, t’ispira tutti giorni. È in tutto quel che fai. Ed è contagiosa. Dobbiamo vincere sempre. La Nazionale ha fortuna di avere questo blocco juventino. In difesa, abbiamo fortuna di giocare da tanto tempo insieme. Tocca a noi aiutare gli altri. L’Italia ha mostrato nel 2006 quanto avere una difesa forte è importante. Quando prendi pochi gol hai più possibilità di vincere». Il difensore spende qualche parola anche per il suo compagno di squadra e capitano Gigi Buffon: «È il miglior portiere della storia. Sono deluso che non abbia mai vinto il pallone d’oro, lo meriterebbe. È alla Juve da 15 anni, è un modello, una leggenda. È un grande giocatore ed un grande uomo. Tutto quel che fa, è sempre per il bene di tutti».

Chiusura inevitabile su Antonio Conte, suo ex allenatore alla Juve, ora commissario tecnico della nazionale e prossimo allenatore del Chelsea: «Conte? Non è un problema che sia andato al Chelsea. Pensa solo all’Europeo. È l’evento più importante che ha avuto da preparare nella sua carriera di allenatore. Non vuole sbagliare! Lui crede nelle sue idee, cura tutti i dettagli. E per trasmettere questo ai giocatori, fare allenamenti lunghissimi. Alla Juve ha dato tanto, con la sua mentalità vincente. Non molla mai. Poi hai dato tanto alla Nazionale. Non ci basiamo sul talento, dunque tatticamente dobbiamo essere perfetti. Io sono ottimista. Non abbiamo niente da perdere».