Antonio Conte ha discusso con 15 allenatori di serie A per avere i giocatori a disposizione per gli stage delle nazionali. All’incontro, avvenuto presso la sede milanese della Lega di Serie A, non hanno preso parte Benitez, Garcia, Mancini, Sarri e Zeman; un confronto importante, con le società che hanno capito le esigenze della Nazionale e viceversa: “Abbiamo parlato per avere un rapporto più continuo e diretto con allenatori e preparatori per avere un feedback a 360 gradi, per avere più informazioni possibile sui giocatori: sul loro aspetto fisico, ma anche psicologico. Perché noi stando al di fuori non possiamo conoscere i problemi, magari quelli in famiglia, come chi vive quotidianamente con loro”.

Stage e la nazionale

Poi su è parlato di Stage: “Uno, una data che potrebbe essere appetibile per vedere i giocatori: 9-10-11 febbraio, vagliata poi da chi deve prendere queste decisioni. Sarebbe più giusto che io parlassi con i presidenti – le parole di Antonio Conte – Una conclusione a cui siamo arrivati insieme con gli allenatori. Perché in fondo noi siamo dei mezzi. Giustamente l’ultima decisione spetta ai dirigenti, alle società”. Poi prosegue: “Il club di solito era la vetrina per essere chiamato in Nazionale. Ora accade il contrario ed è un dato allarmante. Capite che influenza può avere pure sulla Nazionale. Io non ho fatto promesse né le ho chieste a loro. Io volevo solo confrontarmi. Per rinsaldare il rapporto, anche come informazioni. Ho ascoltato quello che avevano da dirmi. Anche qualche appunto. Io ho detto quello che pensavo senza troppi ghirighori. Ho spiegato quello che vorremo fare, a cominciare dai 3 giorni di stage”.

No alle dimissioni

Poi Conte parla delle sue richieste: “A fine maggio bisogna chiamare subito i giocatori, magari per tre giorni, prima della Coppa Italia del 7 giugno. Per evitare di averli poi senza allenamento per la trasferta del 12 giugno in Croazia. In più ho chiesto di iniziare prima il campionato, per finirlo prima. In vista della qualificazione. Dimissioni? Non esiste che io mi dimetta prima della fine del mandato, anche se ho visto che sono girate pure le quote. Questo è il calcio”.