Filippo Inzaghi esonerato dal Milan: il segreto di Pulcinella è stato finalmente ufficializzato dal club rossonero con uno scarno comunicato apparso sul sito. “L’AC Milan comunica di avere esonerato l’allenatore della prima squadra, Filippo Inzaghi, che ringrazia per l’opera svolta“. Esonero, dunque, e non risoluzione consensuale del contratto, la soluzione che Galliani avrebbe preferito e non solo per una questione economica. Si voleva chiudere con una stretta di mano, senza omaggiare l’ennesima bandiera tradita con l’umiliazione dell’esonero: ma Inzaghi non ha ancora trovato la panchina di Serie A che voleva, e dunque, come Clarence Seedorf prima di lui, ha scelto giustamente di non rinunciare alle sue spettanze previste dal suo contratto per la stagione 2015-16, rifiutandosi di accettare una buonuscita. E al Milan, che non poteva più aspettare ad annunciare la firma di Sinisa Mihajlovic, non è rimasta altra strada che quella dell’esonero.

Strada spianata, dunque, per l’ex tecnico della Sampdoria, che già due settimane fa ha messo nero su bianco con via Aldo Rossi per un contratto biennale con opzione per il terzo. Oggi Miha è atteso prima a Casa Milan e poi a Milanello, due sopralluoghi che di fatto sanciscono l’inizio della sua nuova avventura in rossonero: possibile, se non probabile, che la sua investitura sarà ufficializzata proprio oggi. Sarà anche l’occasione per fare le prime valutazioni su una rosa al momento elefantiaca dal punto di vista numerico – basti pensare che sono ancora sotto contratto ben nove attaccanti, escluso Bonaventura (spesso impiegato sul fronte offensivo) ed esclusi ovviamente i futuri acquisti, sicuri o probabili che siano, come Jackson Martinez, Zlatan Ibrahimovic e Luiz Adriano. C’è molto da sforbiciare, insomma, e l’impressione è che solo un paio dei giocatori offensivi attualmente in rosa resteranno a disposizione del tecnico anche per la prossima stagione: uno sarà certamente Niang, richiesto dallo stesso Mihajlovic. Per tutti gli altri si aprono le porte del rimpatrio (Destro, Cerci), della cessione (Honda, Menez, El Shaarawy, Matri) o del prestito (Suso, Petagna, Mastour).