Un’intera domenica trascorsa ad attendere un telegrafico annuncio che confermasse Inzaghi esonerato dal Milan, come tutti si aspettavano già dalla sera prima. A rincorrersi le voci dei possibili successori, pochi a dire il vero, anzi quasi nessuno, se non Mauro Tassotti e Christian Brocchi, l’eterno vice di tutti gli allenatori transitati a Milanello nel nuovo millennio e il giovanissimo tecnico della Primavera. Altri due uomini-Milan, come Leonardo, Seedorf e Inzaghi prima di loro; o altri due signorsì, come vuole la vulgata più maligna. C’è addirittura che inizia a ventilare i possibili scenari del dopo-Brocchi, come se ormai fosse scontato l’esonero da parte di un club che una volta era celebre (tra le mille altre cose) anche per non cacciare quasi mai i propri allenatori; qualcuno, quasi in preda al deliquio, fa il nome di Bobo Vieri, tanto per ricreare idealmente il terzetto di amiconi Inzaghi-Brocchi-Vieri che ha seminato il panico nella movida milanese per lungo tempo.

E invece niente, nada, nisba. Tempo sprecato: nessun vertice ad Arcore, nessuna unità di crisi, nessun comunicato bulgaro a ringraziare Inzaghi per il lavoro svolto. Pippo si è guadagnato un’altra chance, lunedì prossimo contro la Fiorentina allenata da quel Vincenzo Montella che tutta l’intellighenzia rossonera vorrebbe per la prossima stagione. “Guadagnato” è una parola grossa: diciamo che le succitate alternative non avrebbero potuto convincere nemmeno la più ottimista delle creature, e si è dunque deciso di tirare avanti un’altra settimana, nella speranza che magari, chi lo sa, accada un miracolo e la squadra risorga dalle proprie macerie; o, più probabilmente, nell’attesa che a qualcuno venga un’idea migliore.

Ed effettivamente, a quanto pare, un’idea nuova è fiorita nella capoccia fertile di Adriano Galliani: richiamare alla base Alberto Zaccheroni, a 14 anni esatti di distanza dal suo addio al Milan (fu esonerato il 14 marzo del 2001). L’uomo che regalò al Diavolo il suo 16esimo scudetto, nonostante una rosa tutt’altro che competitiva, e che come ricompensa si beccò del “sarto incapace” da Berlusconi, è attualmente senza panchina, dopo aver chiuso in estate la fortunata esperienza quadriennale come c.t. del Giappone, e sarebbe disposto a traghettare la squadra fino al prossimo giugno. Praticamente un favore personale nei confronti di Adriano Galliani, con cui i rapporti sono rimasti eccellenti anche a distanza di anni, e che gli consentirebbe di tornare sulla piazza italiana dopo cinque anni di assenza. Zac conosce l’ambiente, ha esperienza e conosce bene Honda, uno che ha portato diversi yen nelle casse del Milan, e rappresenta senz’altro una pista migliore rispetto all’ennesimo salto nel buio rappresentato dal buon Brocchi. La stagione dei rossoneri è quasi irrimediabilmente compromessa e resterebbe tale anche con Zaccheroni in panchina; ma perlomeno si potrebbe arrivare a giugno in maniera più dignitosa, e anche Inzaghi si risparmierebbe qualche capello bianco, tornando a essere ciò che è sempre stato, l’eroe di Atene e nient’altro.