Nel corso di un’intervista esclusiva resa a Paolo Ziliani, in onda domani sera alle ore 23.00 su Premium Calcio, Filippo Inzaghi (foto by InfoPhoto), indimenticabile icona del calcio italiano e di quello rossonero in particolare, nonché attuale allenatore della Primavera del Milan, ha ripercorso i tratti più significativi della sua carriera con la maglia del Diavolo – dall’addio alla Juventus (“Galliani e Berlusconi continuavano a corteggiarmi“), ai trionfi europei (“tutti pensano il contrario, ma quello che sento più mio è il trionfo a Manchester del 2003“), passando per i record personali (“cinque gol in tre finali, non ci sono riusciti neanche Ronaldo e Messi“), le rare delusioni e qualche aneddoto di spogliatoio (“eravamo una squadra di assatanati, volevamo solo vincere“). Soprattutto, Superpippo ha dettato le linee per quello che sarà il prosieguo della sua vita professionale. E, da questo punto di vista, si legge un velato (mica tanto) messaggio anche per Massimiliano Allegri, tecnico sempre più in discussione:

Uno dei miei pochi rimpianti è stato quello di aver giocato poco con Ibrahimovic. Tra di noi c’era un feeling incredibile, lui aveva gioia quando io segnavo: credo fossimo fatti per giocare assieme. Ma non fu possibile: sapete tutti com’è andata. Ma certo fu un peccato. Avessi potuto fare coppia stabile con Ibra forse adesso starei ancora giocando. Ma va bene lo stesso. Il mio sogno oggi? Restare al Milan per tutta la carriera

Il collegamento, freudiano anzichenò, è abbastanza chiaro: Allegri è stato causa di uno dei pochissimi rimpianti della mia carriera, ma arriverà il momento in cui io prenderò il suo posto. Tra i due, va detto, i rapporti sono migliorati nel corso dell’ultimo anno, dopo che all’inizio di quello precedente si era arrivati quasi alle mani. Ora c’è stima e cooperazione e il clima è positivo. Resta il fatto che Allegri è sulla graticola e Inzaghi vuole diventare il tecnico del Milan (impensabile che voglia fare l’allenatore della Primavera per tutta la vita, no?), e lo dice chiaramente.