Come nel 2013 e forse anche meglio, per le avversarie battute!

Un’immensa Sara Errani ha conquistato, per il secondo anno di fila, un posto nelle semifinali degli Internazionali BNL d’Italia. Con una prestazione strepitosa,  la tennista ravennate, n.11 del mondo, ha sconfitto sul campo Centrale, a Roma, la cinese Li Na, numero 2 del mondo e del seeding,  6-3, 4-6, 6-2 in due ore e due minuti. In semifinale affronterà Jelena Jankovic.

Errani ha centrato un’impresa che mancava dagli anni 30, dai tempi della leggendaria Lucia Valerio: centrare per due anni di fila la semifinale agli Internazionali BNL d’Italia. L’anno scorso aveva messo fine a un digiuno di 28 anni (ma nel 1985 fu un’edizione strana, con tre azzurre su quattro in semifinale, giocata presso l’Italsider di Taranto), ma quella di oggi è ancora più gustosa, perché l’ha conquistata sul campo, battendo la numero 2 WTA, mentre l’anno scorso aveva usufruito del ritiro di Maria Sharapova.

Sarita è stata grande, granitica sul piano mentale. Avrebbe potuto crollare tante volte, nel 6-3 4-6, 6-2 che l’ha spinta nella Final Four romana.L’anno scorso Vika Azarenka si dimostrò troppo superiore. Stavolta ci si può provare. Sara ha fatto il meglio, quello che il suo talento e il suo fisico le consentono. E’ stata aiutata dalla cinese: non c’è nulla di male nel riconoscerlo. Ma il successo è stra-meritato e avrebbe potuto maturare anche in due set.

In avvio, il momento-clou è stato uno scambio interminabile sul 3-2 Li e servizio Errani. 30-40, palla break. Sarita ha rimandato tutto di là, con orgoglio e coraggio, fino all’errore cinese: slancio ideale per quattro giochi di fila. Avanti di un set, la Errani ha continuato a fare il suo gioco. Un gioco che conosciamo, basato su grandi rincorse e colpi molto precisi. Da parte sua, la Li cercava di sfondare con entrambi i colpi, soprattutto il rovescio lungolinea. Un colpo che si porta da casa. Il secondo set è stato segnato da grande equilibrio, spezzato sul 4-4 da un break della cinese dopo un game molto combattuto. Il seguente servizio tenuto a zero era figlio del gioco precedente: un set pari, palla al centro. Ma la Errani non è mai uscita dal campo, peraltro affidandosi a un servizio un filo più incisivo. Il nuovo movimento ha portato la sua prima palla fino a 159 km/h. Aiutata dagli errori della Li, è salta 2-0 nel terzo set. A quel punto, la cinese è entrata in un’altalena impressionante. A suon di colpi vincenti è risalita sul 2-2, mettendo paura al pubblico con alcuni colpi di qualità impressionante. La svolta è arrivata in un punticino “piccolo piccolo”, come avrebbe detto Lea Pericoli (presente in prima fila, come sempre). 2-2, servizio Errani, 30-40. La risposta della cinese è finita lunga e lì è entrata in un tunnel da cui non è più uscita. Sarita ha tenuto il servizio, è salita 4-2 brekkando (a zero) grazie anche a un paio di rovesci lungolinea di ottima fattura, e ha approfittato degli errori della Li, sempre meno attenta. Commetteva 9 errori di fila (intervallati dall’unico punto vinto grazie a un rimbalzo irregolare) e non aveva più energie.

E’ opportuno ricordare che la Li ha detto di non sentirsi bene. Pare che abbia vomitato prima del match (dando la colpa alla pasta) e che nel complesso non fosse a posto. “In campo, mi sentivo come ubriaca”.

DONNE - Quattro anni fa Ana Ivanovic si fermava alle soglie della finale degli Internazionali BNL d’Italia contro la spagnola Martinez Sanchez, che poi avrebbe vinto il torneo. Oggi la serba ha chiuso il cerchio, tornando in semifinale al Foro Italico grazie alla vendetta su un’altra iberica, Carla Suarez Navarro. L’impresa di giovedì su Maria Sharapova (Ana è stata l’unica, Serena Williams a parte, a battere Masha sulla terra dal 2012 ad oggi) non resta dunque un episodio isolato come qualche fan della serba temeva dopo anni all’insegna della discontinuità. La strada intrapresa nel 2014 verso il ritorno tra le top 10 (l’ultima volta nel 2009), attualmente è 12, sembra quella giusta e potrebbe arrivare a compimento già nella settimana romana se Ivanovic, sembianze e portamento da modella, riuscirà nell’impresa di vincere il titolo.  Vittoria sudata, ben più complicata come testimonia il punteggio (6-4, 3-6, 6-4 in due ore e 17) del terzo turno con Sharapova.

UOMINIGrigor Dimitrov ha compiuto 23 anni oggi, nel giorno in cui ha raggiunto la sua prima semifinale Masters 1000 della sua carriera, in un’edizione degli Internazionali BNL d’Italia che non dimenticherà. Ha appena approfittato del ritiro di Tommy Haas, altro adone del circuito, per la solita spalla dolorante, dopo averlo dominato nel primo set. “E’ uno dei momenti più significativi della mia vita”, dice senza remore il bel bulgaro.

Intanto, un gigante è diventato grande. Milos Raonic è in semifinale a Roma. Come a Madrid la settimana scorsa, il canadese di origini montenegrine ha rispedito a casa il francese Jeremy Chardy (quinto successo in altrettanti incontri), che al secondo turno aveva sorpreso tutti battendo Federer. Ora Milos dovrà confermarsi contro Novak Djokovic, che ha eliminato in tre set Ferrer. Dopo 3 apparizioni al Foro Italico in cui non aveva mai superato il primo turno, Milos conferma il processo di maturazione anche sulla rosso, da quando si è messo nelle mani del guru Riccardo Piatti. Quarti a Montecarlo, ora semifinale a Roma. Sul Grand Stand un match che il numero 10 al mondo avrebbe potuto chiudere in due set, ma è stato trascinato al terzo dalla caparbietà del transalpino. 6-3, 5-7, 6-2 in 2 ore e 2 minuti. Una partita fatta non solo di servizi bomba, l’arma migliore dei due, ma anche di apprezzabili duelli da fondo campo, con improvvise accelerazioni.

Rischia, lascia per strada un set, ma alla fine in semifinale ci va anche lui, Novak Djokovic, vincitore a Roma nel 2008 e nel 2011, l’unico capace di interrompere al Foro Italico il dominio di Nadal (battuto nel match-clou del 2011). Nole, secondo favorito del seeding, si impone per 7-5, 4-6, 6-3 sullo spagnolo David Ferrer, quinta testa di serie e finalista al Foro nel 2010. E l’infortunio al’avambraccio destro, che lo aveva tenuto fermo dalla semifinale di Montecarlo fino a Roma sembra oramai archiviato. Una stagione felice solo sul veloce per il 26enne di Belgrado, vincitore ad Indian Wells e a Miami. Per il valenciano un 2014 sul rosso illuminato invece dal titolo a Buenos Aires e dalle semifinali di Rio de Janeiro, Monte Carlo e Madrid.

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