Nel giorno in cui Roger Federer dice addio al sogno di vincere al Foro Italico, l’Italia femminile perde nella maniera più incredibile possibile Camila Giorgi, un peccato enorme, ma porta al terzo turno Pennetta, Errani e Schiavone.

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TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE

Lo svizzero recordman degli Slam è quasi sempre attesissimo in ogni torneo, inevitabile. Roma non fa eccezione, ma quest’anno, dopo la finale del 2013 e dopo una buona condizione palesata con la finale del Masters di Montecarlo, lo era probabilmente ancora di più. Da un lato infatti c’erano i forti dubbi su un Nadal che in questa stagione sul rosso non ha ancora convinto, e dall’altro un condizione fisica di Djokovic ancora tutta da valutare. Proprio per queste ragioni Federer entrava più che mai in quel lotto di papabili vincitori, ma l’ottima prestazione del francese Jeremy Chardy ha fatto subito saltare il pronostico.

In un pomeriggio romano caratterizzato infatti dal forte vento, Roger si è dovuto arrendere alla vena del tennista transalpino e a un tennis davvero troppo altalenante. Eppure  la giornata si era messa subito in discesa. Il 6-1 con cui Roger aveva regolato Chardy a ruolo di sparring partner nel primo set faceva presagire ben altro finale, ma è da metà del secondo che la musica è cambiata.

Chardy ha infatti deciso di prendersi più rischi, di provare a giocarsela e al tempo stesso ha finito col sorprendere un Federer probabilmente già settato altrove con la testa. Lo svizzero non è riuscito a recuperare il break subito a metà del secondo, e all’ingresso del terzo si è trovato subito a gestire parecchie situazioni complicate.

Spinto dal pubblico romano Federer ha trovato la reazione ed è rientrato poi fino al 4-4, riportando l’equilibrio nel set e trascinando la partita fino al tie-break. Un tie-break, di nuovo, in cui si è visto di tutto: Chardy avanti 4-2, Federer rientra e arriva al match point, ma il francese si salva con un passante di dritto incrociato in recupero che fin qui è senza dubbio il punto del torneo. E’ il segnale. Al primo match point infatti Chardy chiude approfittando dell’errore di Federer. Agli ottavi ci va – con merito – il transalpino. (s.e.)

IL RIASSUNTO DELLA PRIMA GIORNATA

IL RIASSUNTO DELLA SECONDA GIORNATA

GLI ALTRI – Discreto esordio sul rosso romano per Andy Murray, che supera 6-2, 7-5 lo spagnolo Granollers e accede anch’egli agli ottavi di finale. Per Murray è solo la quarta vittoria in stagione sul rosso (di cui due arrivate in Davis), ma in questo primo impegno agli Internazionali lo scozzese ha fatto vedere un buon tennis, specie nel primo set. Nel secondo Granollers è sicuramente uscito approfittando anche del calo di Murray che però, nel momento chiave, è riuscito a portar via il game decisivo. Ora per lo scozzese la sfida contro Jurgen Melzer, vincitore della battaglia di 2 ore e 22 minuti contro Marin Cilic (6-2, 6-7, 6-3). I precedenti vedono Murray avanti 5-0, ma i due mai si sono affrontati sul rosso.

Battaglia vera è anche tra Tsonga e Anderson, ma alla fine è il francese ad avere la meglio in due set. Il tennista sudafricano, dopo aver sprecato ben 9 set point nel primo set alla fine è beffato da Tsonga con un tie-break chiuso 14 punti a 12. Tie-break che si replica anche nel secondo set, con il francese di nuovo bravo a imporsi per 7 punti a 5. Ivan Dodig batte il giustiziere di Fabio Fognini Lukas Rosol in una partita senza storia: 6-2, 6-1; Haas b. Sijsling 7-6, 6-1; Dimitrov (12) b. Karlovic 7-6, 6-4; Gulbis b. Stephane 6-7, 6-4, 6-3; Youzhny b. Golubev 7-5, 4-1 (rit.).

AZZURRE - Termina alla grande il mercoledì d’oro del Foro Italico, in cui è stato battuto il record storico di pubblico. Flavia Pennetta si è aggiunta a Francesca Schiavone e Sara Errani negli ottavi, battendo un’avversaria ostica come la svizzera Belinda Bencic. Flavia ha superato i momenti di difficoltà e si è imposta col punteggio di 6-2, 2-6, 6-3.

Al debutto aveva annullato 13 anni e 8 mesi di svantaggio anagrafico, al secondo turno ha rimontato un set oltre che 13 anni, 3 mesi e quindici giorni. Dopo Eugenie Bouchard, è toccato a Garbine Muguruza saggiare la nuova freschezza di questa Francesca Schiavone, spietata con le 20enni in questi Internazionali BNL d’Italia. La Leonessa ha vinto per 3-6, 6-1, 7-6(5) contro la giovane spagnola, qualificandosi per gli ottavi di finale per la prima volta dal 2011, la sesta in totale. Nel primo set Francesca ha subìto un durissimo parziale di 6 giochi a uno, dal positivo 2 a zero con cui si era avviata la partita. La reazione è stata identica e contraria: 6-1 senza appello, per arrivare al terzo set. L’unica palla break di un set equilibrato e imprevedibile l’ha offerta Garbine, sul 2 pari, ma l’ha annullata grazie al servizio. Un set quasi maschile per il dominio dei servizi si è dunque risolto al tiebreak: Francesca ci ha messo subito le mani sopra, scappando 4 a zero con due minibreak. Senza risparmiare qualche brivido al pubblico del Grandstand, ha amministrato il vantaggio fino al 7-5 conclusivo, arrivato con un errore della Muguruza.
Ad attendere Francesca al terzo turno c’è un’avversaria che l’ha sempre battuta nelle ultime cinque sfide dirette: Agnieszka Radwanska. La numero 3 del mondo ha gestito senza particolari difficoltà il suo debutto nel torneo, battendo la lucky loser argentina Paula Ormaechea per 6-3, 6-2.

Poco dopo i festeggiamenti del Grandstand, dal Pietrangeli è arrivato il boato che ha salutato la seconda italiana ad approdare agli ottavi. Sara Errani ha vendicato Roberta Vinci dominando la russa Ekaterina Makarova per 6-2, 6-3. La romagnola, che prova a difendere i punti della semifinale dello scorso anno, ha giocato una partita pressochè impeccabile considerate le difficili condizioni di questa giornata spazzata dal vento. Una statistica molto inusuale definisce la qualità della prestazione di Sara: durante l’ora e 15 minuti di partita, non ha offerto nemmeno una palla break alla mancina di Mosca. Al terzo turno Sara troverà la mina vagante Petra Cetkovska. La ceca, capace di accelerazioni folgoranti, ha stroncato Angelique Kerber al secondo turno. Due i precedenti tra l’azzurra e la 29enne di Prostejov, entrambi a favore di quest’ultima. E’ la numero 69 del mondo, ma non partirà di certo battuta.

E siamo alle note dolenti. L’illusione è durata lo spazio di 24 ore. Il tempo di assimilare lo splendido successo contro Dominika Cibulkova e mettere di nuovo piede sul Campo Pietrangeli. Martedì, Camila Giorgi si era esaltata. Stavolta è stata perfetta per un set e mezzo prima di entrare in un tunnel, terminato solo con l’ennesimo errore gratuito (alla fine saranno 33) che ha sigillato l’1-6 6-3 6-1 finale e spedito Christina McHale negli ottavi. E’ un peccato, perché Camila teneva particolarmente a questo torneo, e in tabellone si era aperto un “buco” decisamente interessante con l’eliminazione di Petra Kvitova. Negli ottavi avrebbe trovato la cinese Shuai Zhang, occasione d’oro per raggiungere i quarti in un torneo così importante. Sembrava un match di routine, con l’avversaria ridotta a sparring partner. Non ci si poteva aspettare un doppio 6-1, ma il break di vantaggio in avvio di secondo set faceva pensare a una conclusione piuttosto rapida.

Invece, dopo l’intervento del coach, la McHale ha cambiato tattica e ha trovato la chiave per metterla in difficoltà. Ma forse nemmeno lei pensava di rovesciare completamente la partita. Dal 6-1 3-2, la McHale ha vinto otto giochi di fila, piombando sul 4-0 nel terzo set. A quel punto, la partita era finita.

CAMILA GIORGI: “Un Piano B esiste nel mio gioco, ma quando sei in campo è difficile metterlo in pratica. Io poi sono un giocatrice che cerca il punto, non è da me fare la pallettara. In quel caso sbaglierei ancora di più. Sulla terra i punti sono più lunghi, ed è più impegnativo sul piano fisico. Nel complesso, tuttavia, il gioco non cambia molto”.