Roma accoglie re e regine, per ora al plurale, in attesa di celebrare i vincitori degli Internazionali d’Italia 2015. Due finali sontuose, anche se forse all’appello manca Serena Williams, tra le donne. Poco male, lo spettacolo è comunque assicurato: Sharapova-Suarez Navarro a livello femminile, Djokovic-Federer tra i maschi.

NOLE vs ROGER

La miglior finale possibile, almeno visti i risultati degli ultimi mesi ed il ranking Atp. Saranno Novak Djokovic e Roger Federer, il numero uno e il numero due del mondo, a contendersi, oggi, domenica 17 maggio, il trofeo della 72esima edizione degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico. Nole ha lasciato strada facendo tre set: percorso netto, invece, per King Roger. Il bilancio dei precedenti vede il serbo in vantaggio per 20 a 18 (4-3 sul rosso): due i precedenti sulla terra romana, 2009 e 2012 sempre in semifinale, entrambi favorevoli al 27enne di Belgrado. Quest’anno i due si sono affrontati in due occasioni: in finale a Dubai ha vinto Roger in due set, in quella di Indian Wells si è imposto Nole per 6-2 al terzo. Per Novak è la sesta finale al Foro: ha già vinto il titolo nel 2008 (battendo Wawrinka), nel 2011 e nel 2014 (superando Nadal) mentre ha perso quelle del 2009 e del 2012 (sempre sconfitto da Rafa). Per Roger è la finale numero quattro: quello di Roma è uno dei pochi trofei a mancare nello straordinario palmares del 33enne fuoriclasse di Basilea. Ci è andato vicinissimo – con ben due match-point – nella finale contro Nadal nel 2006, l’ultima giocata al meglio dei cinque set. Ed ancor prima, nel 2003, era stato Mantilla a negargli il successo mentre nel 2013 è stato messo ko ancora da Rafa. Domenica contro Djokovic potrebbe essere l’ultima chance (gli anni passano anche per le divinità del tennis …).

FINALE FEMMINILE

Tutti si aspettavano Serena Williams-Sharapova, o magari Serena Williams-Halep. Detto che Serena e Sharapova avrebbero potuto incontrarsi soltanto in semifinale, quello che vedremo oggi alle 13.30 sarà una delle migliori opzioni possibili. Da una parte Maria Sharapova, alla terza finale romana, dall’altra Carla Suarez Navarro, finalmente in una grande finale sulla terra battuta dopo la bella impresa di Miami. I precedenti non aiutano nella lettura della partita, poiché si sono giocati tutti sul cemento. Il bilancio è 3-1 per la Sharapova, con l’unico successo spagnolo che risale a Montreal, lo scorso anno. Per quanto abbiano rallentato i campi in cemento, sulla terra è un’altra storia, quasi un altro sport. La Suarez è nata su questi campi e sa come muoversi, come giocare. Quest’anno ha trovato quel che le mancava. Tre ingredienti: una maggiore solidità mentale, l’esperienza e un cambio di racchetta che le permette di servire meglio e spingere con più incisività. Con queste armi può sperare di fare match pari con la russa. Da parte sua, Maria è cresciuta moltissimo nella gestione della partita, naturalmente sul rosso. Sul piano fisico è forte, resistente. Sul piano tattico possiamo aspettarci una partita simile ad Halep-Suarez Navarro, anche se la russa tira più forte e quindi trovare un maggior numero di vincenti. Inoltre, non crediamo che Masha chiuda con 60 errori gratuiti come è successo alla rumena.