ROMA - Torneo al solito splendido, ricco di campioni e onorato da una notevole presenza di pubblico. Peccato solo per le due finali in tono minore, per altro pronosticabili per quanto si era visto fino a ieri, data la netta superiorità di Serena Williams e Rafael Nadal, (nella foto Infophoto) i vincitori degli Internazionali d’Italia 2013, con pieno merito.

Ma, a parte il fatto che entrambi venivano dai successi di Madrid, per il resto le loro vittorie hanno un significato diverso: l’americana, prima della doppietta Madrid-Roma, non vinceva un torneo sulla terra rossa dal 2002, l’anno del trionfo sia agli Internazionali d’Italia che al Roland Garros, per cui il successo di oggi la pone come favorita n.1 per il torneo dello Slam in Francia e rilancia le sue ambizioni su una superficie che spesso l’ha respinta, in passato, soprattutto quando non è stata al top fisicamente. Il 6-1 6-3 rifilato a Victoria Azarenka, l’unica, forse, assieme a Maria Sharapova, che in teoria potrebbe tenerle testa sul piano della potenza, testimonia ancora una volta che quando la più giovane delle Williams è concentrata solo sul tennis e ben preparata atleticamente, se vuole può lasciare solo le briciole alle avversarie. E’ il 51esimo titolo della carriera di una campionessa vincente e longeva come poche nella storia di questo sport.

Serena ha saputo trovare il suo tennis più devastante e ispirato dopo aver compiuto 30 anni ed essere uscita da un infortunio le cui conseguenze avevano fatto preoccupare addirittura per la sua vita. Oggi la sua carriera vive il suo momento più scintillante: dopo dodici mesi dominati in lungo e in largo su ogni superficie che non fosse la terra rossa, dove digiunava da 11 anni, nel giro di appena sette giorni ha conquistato anche le due tappe più importanti dell’avvicinamento al Roland Garros. A Parigi arriverà da pesantissima favorita, nonostante lo straordinario rendimento sul rosso della campionessa in carica Maria Sharapova. Quella che già era la migliore striscia vincente della carriera di Serena viene allungata a 24 vittorie. E’ il quinto titolo stagionale, dopo quelli di Brisbane, Miami, Charleston e Madrid.

Serena ha lasciato 14 game in cinque partite alle sue avversarie, che al massimo sono riuscite a conquistare tre giochi nello stesso set, impresa riuscita solo ad Halep e Azarenka. Dall’inizio del 2012, sulla sua superficie meno gradita – questa – Serena ha vinto 33 partite, perdendone solo una: l’inspiegabile sconfitta di Parigi 2012 contro Virginie Razzano, allora vissuta come un piccolo dramma e oggi definibile un semplice intoppo. Era il 2002 quando una Serena biondissima e appena 20enne conquistava il suo primo trofeo degli Internazionali BNL d’Italia. Undici anni dopo, il tennis femminile è ancora ben stretto nelle mani di quella che era una bambina poverissima, del disgraziato sobborgo losangelino chiamato Compton.

Rafael Nadal ha invece vinto per la settima volta (record assoluto, ma già gli apparteneva, da anni) il torneo della Capitale, superando in finale un irriconoscibile, impotente e sconfortato Roger Federer per 6-1, 6-3, in una finale stra-dominata e senza storia. Lo spagnolo è stato perfetto, non ha concesso nulla allo svizzero, non ha sbagliato praticamente mai e ha infilato almeno cinque passanti di rovescio che Rino Tommasi avrebbe definito da “circoletto rosso“.  Per la seconda volta, dopo il 2006, Nadal ha battuto Federer in finale a Roma, ma quella fu una della partite più belle della storia. Oggi, è stata una delle finali meno combattute del torneo…  Nadal arriverà a Parigi, grazie a questo trionfo, da n.4 del mondo e da n.1 della Race, cioè da miglior giocatore del 2013. Difficile che in Francia qualcuno posso fargli lo sgambetto, se sarà quello visto nell’ultima settimana agli Internazionali…

Curiosamente le due finali odierne si sono concluse con lo stesso identico punteggio, in due set.

Dati statistici tratti da www.federtennis.it

FINALE FEMMINILE:

(1) Serena Williams (USA) b. (3) Victoria Azarenka (BLR) 6-1, 6-3.

FINALE MASCHILE:

(5) Rafael Nadal (SPA) b. (2) Roger Federer (SUI) 6-1, 6-3.

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