L’Inter archivia con l’ennesimo 1-0 (il quarto in totale in cinque giornate di campionato) la pratica Verona dispensando dunque lo stesso trattamento all’altra squadra scaligera proprio dopo il Chievo. La serie di successi arride ai nerazzurri che portano così a cinque le vittorie consecutive in altrettante gare di campionato e ora ci sono meno di quattro giorni per preparare la sfida di vertice contro la Fiorentina vittoriosa col Bologna.

È un’Inter che dunque vince ancora di misura e, se da una parte dovrebbe lavorare maggiormente su una risoluzione dei match che garantisca più tranquillità poiché con un vantaggio così esiguo si rischia sempre di veder sfumare i tre punti, dall’altra vediamo una squadra molto sicura di sé che amministra il labile vantaggio con una sicurezza e una serenità da grande squadra, a tratti quasi in maniera spavalda. Quindi a conti fatti questo può essere di buon grado interpretato come un buon sintomo per un percorso di campionato ancora lungo e in divenire, nel quale Mancini avrà l’opportunità di lavorare bene su alcuni dettagli ancora lacunosi.

Se il gioco talvolta latita e spesso gli esterni sono costretti a venire a prendersi le palle a centrocampo, o comunque dialogando spesso con i centrocampisti, ma è anche vero che i match contro squadre chiude come il Verona sono sempre estremamente complicati, è anche vero che l’Inter riesce ad essere talmente pragmatica (o cinica, se si preferisce) da ribaltare a proprio vantaggio anche episodi che la vedono n difficoltà, come nello specifico il gol mancato dal Verona con Sala (il suo sinistro a giro si stampa sulla traversa con Handanovic fuori causa) che si è trasformato nell’azione susseguente dalla quale è scaturito il calcio d’angolo per l’incornata vincente di Felipe Melo, sempre più leader di questa squadra.

Il Verona, impostato tatticamente da Mandorlini come una roccaforte con un 5-3-2 praticamente refrattario ad ogni tentativo di penetrazione, sconta un po’ l’errore – sempre al netto delle tante assenze, davvero pesantissime (Toni, Hallfredsson, Marquez, Ionita ai quali si sono aggiunti anche Jankovic squalificato e Pazzini infortunatosi dopo una manciata di minuti) – di non aver aggredito maggiormente in pressione e in ripartenza, incapace di approfittare delle tante imprecisioni da parte dei nerazzurri in fase di costruzione. Errori, anche gravi come le palle perse a centrocampo, sui quali Mancini dovrà lavorare sodo se l’Inter vuole ambire a grandi traguardi.