L’Inter ha cominciato la stagione nel migliore dei modi possibili, come non succedeva più nemmeno ai tempi del triplete mourinhano e dell’età dell’oro del primo Mancini, inanellando una sfilza di vittorie nelle prime cinque giornate di campionato da far impallidire i rivalissimi di sempre della Juventus e la Roma da tutti data per favorita nella corsa allo scudetto 2015-2016, ferma all’ottavo posto in classifica a -8 dalla vetta. Tutto talmente bello che ovviamente doveva spuntare un qualche scheletro dall’armadio della società a rovinare il momento magico.

E lo scheletro è puntualmente spuntato fuori ed è , come era lecito attendersi – ma ovviamente il cda nerazzurro ne aveva piena consapevolezza – uno scheletro finanziario. L’Inter ha infatti reso noto il bilancio 2014-2015 evidenziando un passivo da oltre 90 milioni di euro. In mattinata è stato approvata una rendicontazione da profondo rosso, che va tra l’altro ad aggiungersi al disavanzo accumulato negli ultimi anni e per il quale la società era già stata multata per via del Financial Fair Play.

Probabilmente un pranzo indigesto quello consumato dal presidente Erick Thohir e dal Consiglio di amministrazione nerazzurro alla presenza dei componenti Soetedjo, Ferguson, Volpi, insieme a Manzonetto, Casati e Braggiotti (rappresentanti dell’area Moratti) costretto a licenziare un rendimento marcato da tale pesantissimo passivo. Il bilancio verrà poi ratificato nell’assemblea degli azionisti programmata per fine ottobre. Confermato il passaggio di consegne nell’organigramma societario tra Fassone e il subentrante dg Michael Bolingbroke.

Mutati intanto i piani dell’agenda di Thohir che ripartirà sabato mattina senza poter assistere al big match di San Siro tra Inter e Fiorentina. Nel pomeriggio è atteso ad Appiano per un incontro veloce con Roberto Mancini, probabilmente per le rassicurazioni e i complimenti per l’ottimo inizio di campionato.