Il calcio d’estate conta poco o nulla, su questo non c’è dubbio, come non piove sul fatto che affrontare avversari più forti e soprattutto più avanti nella preparazione per motivi di sponsorship non è mai una bella cosa per un allenatore. Premesse doverose, ma il succo non cambia: se ti chiami Inter non si può essere sotto 4-0 dopo mezz’ora, neanche in amichevole, neanche contro il Bayern Monaco, com’è successo questa notte ai nerazzurri a Charlotte contro la squadra di Carlo Ancelotti, che un paio di giorni fa aveva perso ai rigori contro il Milan.

Non è piaciuto nulla dell’Inter, a parte Icardi, entrato nel finale e autore dell’unica rete nerazzurra, e per fortuna il Bayern Monaco non ha spinto sull’acceleratore dopo la mattanza iniziale. Di certo non è piaciuto il 4-4-2 superdifensivo con cui Roberto Mancini ha deciso di schierare la squadra, con i terzini Ansaldi e Nagatomo alzati a centrocampo e mediana completata da Melo e Kondogbia, non proprio due trequartisti. Conoscendo il Mancio e il complicato momento dei suoi rapporti con la dirigenza (quale?) dell’Inter, non è assurdo pensare che quella formazione squinternata sia stato un messaggio in codice, un S.O.S. da interpretare come richiesta disperata di rinforzi.

D’altra parte, le parole del tecnico di Jesi non sono quelle che ti aspetteresti dopo una simile brutta figura: “Viste le premesse, poteva andare peggio. Siamo stanchi, abbiamo giocato troppo e siamo sempre gli stessi. Ci mancano troppi giocatori, oggi non c’erano 5-6 titolari. Lavorare bene con tutti questi trasferimenti è impossibile“. Stranamente distaccato, Mancini, anche quando parla delle faccende più scottanti: “Icardi resta? Lui è il capitano, poi quello che succederà non si può sapere. Risposte dai dirigenti? Ogni tanto parlo con Thohir. Non so quello che accadrà, a me stimola allenare e creare una squadra sempre più forte, poi la società farà i suoi passi e vedremo che fare“. L’estate nerazzurra rischia di essere calda ancora a lungo.