Dopo l’exploit pre-natalizio in versione Babbo Natale con il pacco regalo Lionel Messi sotto l’albero, ma sicuramente non per questo Natale, Erick Thohir confessa in un’intervista rilasciata a Mediaset Premium propositi e ambizioni della sua nuova Inter, per un futuro che dovrà necessariamente contemplare titoli da mettere in bacheca: “Sono contento, non soddisfatto. L’Inter finalmente ha una grande organizzazione sportiva e manageriale ma per come sono fatto non posso dirmi soddisfatto perché voglio vincere di più: con la mia squadra di basket ho vinto in 15 anni 9 titoli nazionali e 2 titoli del Sud-Est asiatico. Allo stesso modo sono contento di come abbiamo costruito l’Inter, ma aspettiamo i risultati: sarò molto contento se ci qualificheremo alla prossima Champions“.

Il patron nerazzurro insiste particolarmente sulla situazione della Lega Calcio, secondo lui troppo vincolante per l’idea di società sportiva che ha in mente, soprattutto nei riguardi della gestione dei diritti mediatici: “Da presidenti dovremo lavorare assieme senza litigare, e invece capita che ognuno vada per la sua strada, parlando male degli altri. Bisogna lavorare per migliorare la Serie A: il calcio è ormai un fenomeno globale e i tifosi in tutto il mondo hanno difficoltà a vedere il campionato italiano“.

Il presidente dell’Inter non si tira indietro nel botta e risposta con Massimo Ferrero, il numero uno della Sampdoria che ha recentemente sostenuto, riferendosi direttamente a Thohir, che non è possibile gestire un club da così lontano: “Vorrei conoscerlo. Quando non conosci una persona spesso corri il rischio di farti un’opinione sbagliata, negativa. Lui sta costruendo una buona squadra e l’anno scorso ha fatto bene. Però ha una visione diversa dalla mia: io ho interessi in tutto il mondo e per farli primeggiare devo creare un management che supporti i miei ideali anche in mia assenza. I risultati mi stanno dando ragione“.

E, sempre in tema di presidenti, il tycoon indonesiano fa un passo indietro ricordando un grande presidente, innamorato dell’Inter, come Massimo Moratti: “Non ho mai avuto un socio che mi abbia sostenuto come ha fatto lui: da parte mia è corretto informarlo e chiedergli consigli. Io posso promettere ai tifosi che lavorerò duramente per l’Inter e la qualificazione in Champions sarà uno degli obiettivi che consegneremo ai nostri fan“.

E, analogamente ma andando sulla sponda opposta di Milano, Silvio Berlusconi, col quale è in ballo un progetto per San Siro dopo che il presidente rossonero ha abbandonato l’idea dello stadio nuovo: “Erano 2 anni che volevo incontrarlo, volevo condividere la mia visione del club con lui: possiamo lavorare assieme per fare in modo che San Siro diventi ancora la cattedrale del calcio. Nei prossimi mesi prenderemo una decisione, ma l’importante è che ci siamo capiti“.

In conclusione, visto che stiamo entrando in pieno clima calciomercato (a gennaio si apre la finestra invernale), Thohir dichiara apertamente che la prima cosa da dover rispettare è il Financial Fair Play: “Siamo obbligati a rispettarlo. Sono arrivati e andati via molti giocatori, ma i risultati sono stati positivi. Il fair play finanziario ci spinge a seguire questa strategia: cercheremo di rispettarlo, mantenendo comunque le promesse fatte ai nostri tifosi“. E, più nello specifico, riguardo agli eventuali rinforzi di gennaio: “Innanzitutto, se ci sarà qualche giocatore che non ha giocato lo aiuteremo ad andare a giocare altrove. Io sono contento della squadra attuale: cambiare tanto è difficile, è importante avere un nucleo ben definito per 2/3 anni. Noi abbiamo tutti i reparti coperti, ma se ci saranno delle partenze provvederemo. Pirlo troppo vecchio? È uno di quei giocatori che adoro e rispetto. Però in questo momento, a centrocampo, abbiamo Melo, Guarin e Medel che sono sui 30 anni e altri giovani come Brozovic, Kondogbia e Gnoukouri. Bisogna bilanciare l’età media e penso che il mix che abbiamo formato sia giusto“.