Il giorno dopo la vittoria contro il Sassuolo, l’umore intorno al “mondo Inter” è sereno-variabile: i 3 punti conquistati sono vera e propria manna dal cielo se si pensa al tempo ormai immemore trascorso dall’ultima volta che i nerazzurri erano riusciti a vincere in campionato. Dall’altra parte però la partita di ieri ha messo in mostra i soliti difetti e problemi cronici della squadra, lenta e impacciata nella costruzione della manovra ed incapace di chiudere definitivamente il match quando ne ha avuto la possibilità.

Mazzarri (foto by infophoto) continua a proporre una squadra organizzata, ma non capace di tenere la partita su ritmi alti, facilitando gli avversari nel controllo dell’incontro. Il Sassuolo è stata l’ennesima squadra in lotta per la salvezza in grado di mettere in difficoltà i nerazzurri,  giocando una partita difensiva e cercando di sfruttare le ripartenze nel caso ce ne fosse stata l’opportunità. L’Inter, come al solito, ha fatto fatica a sbloccare il match e solo un gol da palla ferma ha risolto la situazione. Rispetto alle ultime prestazioni i nerazzurri sono riusciti a creare qualche occasione gol in più ma la scarsa vena realizzativa di Milito e gli errori di precisione di Guarin e Jonathan hanno comunque tenuto il match in bilico per tutta la sua durata.

Icardi, ormai pienamente recuperato dall’infortunio, continua a sedere in panchina non avendo mai la possibilità di mostrare le sue qualità e data la scarsa vena realizzativa del “Principe” un’occasione la meriterebbe. Discorso analogo per Kovacic: il ragazzino ha talento ma i continui cambi di posizione e la discontinuità di utilizzo da parte dell’allenatore ne ostacolano la sua crescita. Nagatomo e Jonathan vivono un periodo di appannamento rispetto alle buone prestazioni di inizio campionato, forse un turno di riposo potrebbe fargli bene con il nuovo acquisto D’Ambrosio che scalpita in panchina.

La sensazione è che la squadra abbia preferito difendere l’esiguo vantaggio al posto di provare a chiudere definitivamente l’incontro. Dopo l’uscita di Milito e l’inserimento di Ruben Botta, il solo Palacio agiva come punta con il giovane argentino a supporto. Un 3-5-1-1 forse troppo difensivo tenendo in considerazione che al cospetto si presentava il non irresistibile Sassuolo.

Molti punti interrogativi emergono dopo la striminzita vittoria di ieri sera, toccherà a Mazzarri riuscire a trovare il giusto equilibrio tra la compattezza difensiva e l’incisività offensiva tenendo presente che in panchina dispone di elementi in grado di cambiare il corso delle partite.

A cura di Andrea De Boni