La presententazione di Luciano Spalletti all’Inter è avvenuta nella tarda mattinata di oggi. Il tecnico toscano è partito con i complimemti alla Primavera nerazzurra di Vecchi, che pochi giorni fa ha conquistato il tricolore battendo la Fiorentina in finale, per poi parlare della squadra che sarà.

“Voglio riposizionare l’Inter nel posto che le compete. Ho visto la sua storia, piena di cose belle ed io voglio vivere quei successi. Il modulo? Partiremo con un 4-2-3-1, ma è anche vero che quando l’avversario . Il ruolo di Icardi dovrà prevedere ritorni a centrocampo, un lavoro che Pioli aveva già cominciato su di lui”.

“Perisic resterà? Non so. Qui non si vince qualcosa da un po’ di tempo, ma se vogliamo tornare a portare a casa qualche trofeo dovremo cominciare a ragionare più da squadra e badare meno ai singoli. Mi chiedete di Perisic o Icardi, ma le vittorie non dipendono dai singoli, al di là dei valori assoluti di alcuni elementi”.

“Io non mi ritengo più o meno bravo di altri. Credo però di essere differente. Ho i miei metodi e con quelli vado avanti. Alla Roma ho legato con tutti. Non ho antipatie verso qualcuno. Ho simpatie selettive, ma antipatie no”.

“Lo staff? per me è eccezionale, di primissimo profilo. Abbiamo Baldini, Domenichini, Pane e Iaia, ex preparatore alla Roma ex Manchester United che poi è di queste zone. I nuovi acquisti? Spero di averli a disposizione per il 3 luglio. Più si lavora insieme, più s’impara. Si dice che chi non da tutto, non da niente. Questo detto lo faccio mio e ci metto dentro tanto senso d’appartenenza. Se Oriali dovesse tornare mi farebbe piacere. Icardi è il capitano di questa squadra, avrà anche il compito di trascinare la squadra”.