Ed è arrivato anche lo “Jo-Jo Day” in casa Inter, il giorno della presentazione ufficiale di Stevan Jovetic, arrivato dopo due anni non fortunatissimi al Manchester City, proprio quando Roberto Mancini annunciava il suo addio. Il montenegrino si è detto pronto e preparato a prendere la squadra per mano e accompagnarla verso grandi traguardi. Un primo gesto simbolico importante è stato quello di abbandonare la maglia numero 35 per prendere la 10, quella che fino a qualche giorno prima era stata di Kovacic. Insieme a Jovetic in conferenza stampa c’erano il dg Fassone e Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter.

La prima riflessione è proprio sulla 10: “Sono felice di aver preso il numero 10. Al mio arrivo, pensavo di prendere l’8 ma era occupato e avevo scelto il numero che avevo al Partizan, il 35. Poi purtroppo Mateo è andato via e sono ho pensato che il numero 10 poteva essere il mio numero“, ma poi prosegue, tirando subito il suo compagno di reparto Icardi, “Ci siamo allenati bene da quando sono qui, siamo pronti non vedo l’ora che sia domenica. Con Mauro le cose vanno bene lo conoscevo. So che è bravissimo. Ho seguito i suoi gol dall’Inghilterra e avevo già un’ottima impressione“.

Lo sguardo si fa serio e il viso concentrato quando l’ex attaccante di Fiorentina e ManCity parla di pressioni e responsabilità: “Ci sono sempre pressioni nel calcio. Le ho sentite ovunque ma io penso solo a fare bene. Io direi stimoli piuttosto. Nonostante le difficoltà in Inghilterra è stata un’esperienza molto importante e sono tornato più maturo. Quali difficoltà? I problemi ci sono stati all’inizio quando ho avuto un po’ di infortuni, poi quando ho giocato bene venivo sostituito comunque. E l’esclusione dalla lista Champions mi ha fatto pensare definitivamente che avrei cambiato squadra“.

Inevitabile un pensiero su Roberto Mancini, che l’ha voluto fortemente all’Inter e sulla sua posizione in campo: “Il mister mi ha detto quello che si aspetta da me anche dal punto di vista tattico. Non solo lui però. Anche i tifosi so che si aspettano molto da me ma devo dare il mio contributo in termini di gol e assist, nient’altro. Abbiamo parlato anche di quello che posso garantire in termini di duttilità alla squadra, da qui in avanti penso di poter fare tutti i ruoli, anche se  la seconda punta è quello che ho fatto di più fin qui”.

Poi riguardo al suo breve ma intenso passato italiano e al fatto di sentirsi un giocatore che in Serie A può fare la differenza: “I grandi calciatori fanno bene, i giorni di un glorioso passato lontano possono tornare. Firenze? Amo la città e i tifosi viola. Ho stima per loro e spero sempre che le cose vadano bene per la Fiorentina. Mi aspetto una bella accoglienza da parte dei gigliati“.

Poi Jovetic conclude con due parole sul suo immediato futuro in nerazzurro: rispetto a una squadra che sta dimostrando di puntare tantissimo sulle nuove generazioni: “Abbiamo in squadra anche giovani molto bravi che devono crescere, bisogna solo aver pazienza e bisogna che le cose vadano al meglio e potremo essere competitivi da subito e lottare per il terzo posto“.