Vittoria nel derby contro il Milan, grazie a un folgorante assolo di Guarin, e primato in classifica a punteggio pieno dopo tre giornate di campionato. Se gliel’avessero detto dopo una qualsiasi delle due stracittadine, giocate e perse, in estate nella fase di pre-season non ci avrebbe creduto neanche il Mancini leader del mercato faraonico dell’Inter, che alla fine e fuor da questioni economiche, sta pagando. È un inizio di stagione decisamente positivo in casa nerazzurra, come non se ne vedevano da anni, e spinta a poppa dal vento dell’entusiasmo l’Inter sta inanellando una bella serie di successi alla quale però, e giustamente, il Mancio guarda con la dovuta distanza collocandole con intelligenza nella corretta prospettiva:

“Dopo un derby vinto alla terza giornata, dove chiaramente le squadre non sono al massimo della condizione, si vedono alcune cose buone e altre meno. Non siamo al top, ma per adesso va bene così. La classifica e il +8 sulla Juve? Adesso non conta molto, la Juve è casualmente in quella posizione e risalirà, bisogna aspettare 10-15 giornate perché la classifica si assesti. Le cose buone sono che ho impiegato due nuovi con poche conoscenze della squadra, uno più esperto e un altro fuori ruolo. Scudetto? È lunga, lunga: dobbiamo lavorare non molto, moltissimo”.

Una vittoria faticosa, difficile, in discussione fino alla fine, così come in ogni derby che si rispetti perché il Milan non ha demeritato, anzi. Allora Mancini motiva alcune sue scelte tattiche come Medel arretrato nel ruolo di centrale difensivo, come nel Cile di Sampaoli o, talvolta, nel Cardiff di Mackay: “Loro ci hanno messo in difficoltà su tre palle in profondità, anche perché ci siamo mossi male: sapevamo che questa era la loro qualità, di andare in velocità, e Medel è un giocatore esperto in quel ruolo, furbo e bravo e si è comportato bene“.Soddisfatto il tecnico jesino soprattutto per il gioco di squadra, per la compattezza e il dialogo tra i reparti messo in evidenza.

La consapevolezza è naturalmente quella di un work in progress nel quale però i nuovi innesti, arrivati da pochissimo, come Felipe Melo e Perisic hanno impiegato davvero poco a integrarsi con il resto della squadra, in un vero e proprio battesimo del fuoco come solo un derby può esserlo. Le ultime parole di Mancini poi sono dedicate al suo ex pupillo Balotelli, in grado di far correre più di un brivido ai tifosi interisti nel finale di partita: “Mario ci teneva a fare bene nel derby, e ci ha messo in difficoltà 2-3 volte con dei tiri da lontano, dove lui è molto bravo, che noi gli abbiamo concesso. Comunque, io l’ho visto abbastanza bene“.